La scorsa settimana vi abbiamo raccontato dell’assegnazione da parte del comune di Petralia Soprana della Denominazione di Origine Comunale (De.C.O.) ad un dolce tipico del luogo, lo “sfoglio delle Madonie” del bar Aspromonte. Secondo il sindaco Pietro Macaluso, l’intenzione è quella di «salvaguardare dalla globalizzazione che ci sta uniformando anche nell’alimentazione».
La mossa non è passata inosservata, e Pino Lo Verde, sindaco di Polizzi Generosa, ha accusato, sollecitato dagli artigiani pasticceri locali, l’amministrazione petralese di aver “rubato” il dolce alla tradizione del proprio comune.

Ma la storia non si è conclusa lì. Infatti, la giunta comunale di Polizzi Generosa, con la delibera n° 122 del 19 ottobre, ha approvato un’istanza di riesame e annullamento della decisione in questione, specificando che se la revoca non perverrà entro sette giorni, l’amministrazione polizzana si rivolgerà all’autorità giudiziaria.

“Polizzi Generosa – si può leggere nella delibera – rivendica la paternità del dolce perché “insito nella tradizione, storia e cultura della città: dal 1994 il comune di Polizzi, nel periodo estivo, organizza la sagra dello sfoglio”. Nel 2008, ricorda il Comune, è nato a Polizzi il “Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione dello Sfoglio polizzano”.

“Si tratta di fatto notorio che non ammette spiegazioni contrarie. – continua l’atto deliberativo, in “autotutela” – Appare, dunque, singolare che il Comune di Petralia Soprana voglia intestarsi un prodotto che invece è legato alla cultura, storia e tradizione di altro Comune”.

L’origine storica dello sfoglio (XV secolo) risulterebbe documentata anche da Celestina Salomone Cristodaro nel suo saggio “Polizzi d’altri tempi – realtà e suggestioni”, edito nel 1987 e consultabile nella Biblioteca Comunale polizzana, “Duca Lancia di Brolo”.

Continuano a volare “torte in faccia” tra i due sindaci, e certamente questa delibera non sarà l’ultimo scambio dell’avvincente partita. Rimane da capire come reagirà la giunta Macaluso: accoglierà la richiesta di revoca presentata a gran voce dai polizzani, o continuerà per la propria strada rischiando di portare la contesa in trubunale?

Ci chiediamo se davvero bisogna arrivare a tanto. La soluzione potrebbe essere richiedere per lo sfoglio una denominazione di Indicazione geografica protetta – IGP.

Per “Indicazione Geografica Protetta” si intende il nome di un’area geografica determinata che serve a designare un prodotto agricolo o alimentare originario di tale zona e di cui una determinata qualità, la reputazione o un’altra caratteristica possa essere attribuita all’origine geografica.
Fondamentale è che la produzione, e/o trasformazione, e/o elaborazione avvengano nell’area stessa.

La certificazione IGP viene concessa dall’Unione Europea, previa attivazione di un percorso di certificazione da parte di un ente accreditato, avrebbe una grande risonanza e garantirebbe molta visibilità al prodotto, con ripercussioni positive dal punto di vista occupazionale.

Con l’istituzione/riattivazione di un consorzio di tutela, si potrebbe registrare lo Sfoglio come originario dell’intera area geografica che comprende anche Polizzi Generosa, Petralia Soprana e Castellana Sicula, ove si produce “silenziosamente” un ottimo prodotto,  così che i pasticceri dei paesi compresi nell’IGP possano sfruttare il marchio ed il brand per produrre e commercializzare il dolce.

Infatti, come puntualizzato sui social dal nostro editore Vincenzo Lapunzina, questa diatriba ha ragione di esistere solo se l’intenzione è quella di sfruttare commercialmente il brand dello sfoglio, soprattutto fuori dal territorio siciliano.

Ma siamo sicuri che i produttori, di Polizzi, Petralia, piuttosto che di Castellana sono attrezzati di tutto punto per questa possibilità?

 

 

Nella foto in alto un’antichissima ricetta dello “sfoglio polizzano” della signora Rosaria Gagliardotto, nata nel 1861, che l’ha avuto tramandata dalla propria nonna, secondo quanto pubblicato su Facebook da Gioacchino Lavanco