La Legge che istituirebbe le Zone Franche Montane in Sicilia giace negli uffici dell’Assemblea Regionale Siciliana da oltre 831 giorni. Da altrettanti giorni non sono mancate le sollecitazioni  alle Istituzioni regionali, da parte del comitato promotore, affinché si adoperino a far approdare a Sala d’Ercole la proposta di Legge (DDL 981/15, primi firmatari Bruno Marziano e Anthony Barbagallo) per la discussione e la conseguente approvazione.
Anche in considerazione del fatto che il 27 aprile 2015 il Decreto Legge è stato votato unanimemente dal Parlamento siciliano per essere trattato con “procedura d’urgenza”.
In questi giorni oltre 50 Consigli comunali della Regione si stanno adoperando per approvare un Ordine del Giorno che ha lo scopo di sensibilizzare il Presidente dell’ARS, Giovanni Ardizzone ed il Presidente della Regione, Rosario Crocetta, ad agevolare l’iter per l’approdo in Aula, se pur in zona Cesarini.

Alla Deputazione regionale è stato indicato come garantire la copertura finanziaria, anche mediante la rimodulazione, in incremento, della voce credito d‘imposta del “Patto per la Sicilia“, sino a 100 mil€ con vincolo di destinazione alle ZFM di almeno il 50% della dotazione finanziaria.

Abbiamo chiesto al professore Gaetano Armao, docente di diritto amministrativo e contabilità pubblica-UNIPA, già assessore regionale al bilancio (il provvedimento del credito d’imposta in Sicilia porta la sua firma) la fattività e la virtuosità del percorso che abbiamo tracciato, anche attraverso il suo autorevole contributo. Armao non ha dubbi: «È l’unica opportunità», ha affermato, per i paesaggi di montagna della Sicilia e non solo.

Il prossimo 4 agosto, alle ore 17, presso l’Aula consiliare del Comune di Polizzi Generosa, Gaetano Armao e l’euro deputato Salvatore Cicu (che ha sostenuto l’attuazione della fiscalità di vantaggio in Sardegna) approfondiranno il contenuto di questa intervista.

Il punto di vista del professore Armao.

In questi giorni qualche voce autorevole avrebbe sostenuto che le Zone Franche Montane non si possono istituire in Sicilia, in quanto la Legislazione siciliana non permetterebbe la defiscalizzazione?

Sulle forma di fiscalità di sviluppo la Regione può intervenire nel rispetto dei vincoli europei in materia di aiuto alle imprese. Al di sotto del limite del c.d. de minimis (entro i 200.000 € di incentivazione) senza autorizzazione europea, al di sopra, come già avvenuto nel 2011 con il credito d’imposta per gli investimenti, aprendo un negoziato con la Commissione UE. La condizione di insularitá consente, come dimostra pacificamente la giurisprudenza della Corte di giustizia UE, l’utilizzo di tale strumento ad un’Isola, Regione ad autonomia differenziata.

Potrebbe suggerire alla Deputazione regionale come e cosa fare per portare “a casa” entro la fine della Legislatura, una Legge (ed un risultato!) che, senza dubbio alcuno, darebbe dignità a cinque anni di Parlamento?

Il DDL Sulle Zone franche montane è l’unica opportunità per questa disastrata ed inconcludente legislatura  di dimostrare di riconoscere dignità ai siciliani che vivono una condizione difficile da cittadino, da imprenditore, da studente, da anziano. 
L’attivismo improduttivo dell’Ars ha generato disastri come quello delle Province o scelte velleitarie come quelle nel settore idrico e condotto la Sicilia, con la rinuncia alle prerogative autonomistiche, nel baratro dell’asfissia finanziaria.

Gli onorevoli Cordaro e Maggio hanno proposto, in maniera diversa ma convergente, nelle more di riempire il “contenitore” nella prossima Legislatura, di portare in aula un “Disegno di Legge voto” per bypassere l’iter delle commissioni. È una strada percorribile, considerato che siamo oramai alle ultime battute, per giunta agostane?  

Sarebbe qualcosa, almeno un atto politico, anche se non ha alcuna conseguenza pratica, consentirebbe di offrire un segnale anche in mezzo a questa agonia  nella quale proliferano solo interessi personali.
Il problema della Sicilia risiede in buona sostanza nell’inadeguatezza della sua classe dirigente, salireste su un taxi guidato da uno che dichiara di non aver mai guidato o da un ubriaco?

Il comitato promotore ha chiesto alla Deputazione, per tramite un OdG che i Consigli Comunali dei Comuni posti sopra i 500 mt slm (circa 60) dovrebbero approvare nei prossimi giorni, di emendare il DDL 981/15 inserendo, per un tempo ragionevole, l’esonero del versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente, ovvero l’esenzione, ai fini delle imposte dirette, del reddito prodotto all’interno della zona franca; ai fini Irap, del valore della produzione netta derivante dallo svolgimento dell’attività esercitata dall’impresa nella Zfm e, ai fini dell’Imu, per gli immobili siti nella Zfm, posseduti ed utilizzati per l’esercizio dell’attività economica. 
È un utopia o una speranza che interromperà il processo di desertificazione dei Paesaggi dell’entro terrà siciliano? 

È la via giusta. È stato per me un onore collaborare alla redazione di questa proposta che coraggiosamente viene portata avanti. Definitivamente terminato il tempo dell’assistenzialismo, che tante risorse umane e finanziarie ha bruciato, occorre puntare all’innovazione, all’attrazione di investimenti, alla crescita di nuove imprese solo così salveremo il futuro dei nostri figli. Il tessuto produttivo delle zone montane siciliane costituisce un asse rilevante per costruire il domani di una Sicilia che può e vuol cavarsela da sola. Perché se speriamo che qualche intervento esterno potrà salvarci continueremo a meritarci l’indegna politica di questi anni. 

 

I paesaggio di montagna della Sicilia perdono opportunità da:

giorni
-95
-4
ore
-1
-2
minuti
-1
-3
secondi
-4
-6

 

INVITO CONVEGNO 1

 

#zonefranchemontane