Gli episodi di emissioni inquinanti a forte impatto odorigeno anziché diminuire si verificano con sempre maggiore frequenza. Elevatissime emissioni di idrogeno solforato ed idrocarburi, come quelle segnalate in questi giorni che stanno provocando malessere nelle popolazioni, si fanno sempre più ricorrenti e segnalano il deficit nelle misure per contenere e ridurre quegli inquinanti non normati che però hanno effetti negativi sulla qualità dell’aria e la salute delle persone.

È un’ antica rivendicazione di Legambiente quella di adeguare la normativa vigente introducendo limiti e/o valori obiettivo per alcuni inquinanti come idrocarburi non metanici, idrogeno solforato, che ad ottobre 2016 ha trovato conforto nella presa di posizione di ARPA Sicilia che ha investito della questione il Ministero Ambiente ed altri enti.

Nessun intervento concreto ne è però seguito. Per questo Legambiente lancia una mobilitazione generale e popolare per chiedere interventi immediati e non più rimandabili.

Tra i punti in questione:

–           la revisione dei provvedimenti AIA finora concessi per verificare, per ciò che attiene le emissioni in atmosfera, che siano state prescritte e poi realmente adottate le migliori tecnologie disponibili (BAT);

–           la realizzazione presso le industrie di sistemi tali da recuperare in tutto o in massima parte gli off-gas per evitarne l’invio alle torce;

–           l’adeguamento tecnologico dell’impianto di depurazione IAS di Priolo per azzerare le sue emissioni;

–           il controllo e la revisione degli impianti di desolforazione con il divieto di utilizzo della H2S nei forni;

–           uscita graduale dal pet-coke (carbone da petrolio) nei forni delle cementerie, puntando sull’innovazione;

–           un check-up straordinario di tutti i serbatoi e le condutture al fine di verificare ed eliminare le emissioni fuggitive;

–           il controllo costante sulle navi mercantili e sui terminali petroliferi per verificarne la rispondenza alle norme di sicurezza e di legge per quanto attiene le emissioni, il recupero vapori e l’efficienza delle linee di ritorno gas;

–           il censimento delle attività di bonifica con azoto presso i depositi, gli impianti, le linee e le navi gasiere e petroliere per valutare l’entità delle emissioni;

–           garantire costantemente l’accesso e la diffusione delle informazioni alla popolazione relative alla qualità dell’aria ambiente previste dal Decreto legislativo 13/08/2010, n. 155, pubblicando i report giornalieri sui siti istituzionali dei comuni dell’area e dell’Arpa.