Il grano proveniente dai mercati esteri ha letteralmente invaso i nostri mercati. A dicembre 2016 scrivevamo che è “complice una politica di liberalizzazioni incentrata sullo sviluppo industriale, ma poco attenta ad altre esigenze, quali la salute e la qualità stessa del cibo” (clicca qui per leggere l’articolo).
Mangiamo pane e pasta fatti anche con grani esteri a basso costo con tutte le conseguenze immaginabili. 
«Il nostro grano non teme alcuna competizione mondiale, perché ha delle qualità organolettiche di eccellenza, come studi scientifici hanno dimostrato, e riscontra l’apprezzamento dei consumatori sia in Italia che nel mondo», è quanto ha affermato il senatore Giuseppe Lumia, che ha presentato un’interrogazione al Governo.

lumiaLumia, “interrogando” il governo,  ha chiesto al ministro delle politiche agricole alimentari e forestali: “se intenda prendere provvedimenti affinché vengano sistematicamente e capillarmente controllate le importazioni di grano stranieroincentivando la produzione locale e privilegiando i prodotti a chilometri zero; se intenda impedire l’importazione di grano proveniente da quei territori contaminati di radionuclidi”.

«È compito della politica e delle istituzioni tutelare una concorrenza che non sia alterata da prodotti “sporchi”, – afferma – perché provenienti da territori contaminati. Prodotti che arrivano nelle nostre tavole grazie ai circuiti della speculazione economico-finanziaria, che mettono fuori mercato le nostre produzioni di qualità».

 

IL TESTO DELL’INTERROGAZIONE (clicca qui)

 

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