Sold out al Resort di Pollina. Sentire la voce del patron di Aeroviaggi, Antonio Mangia, è come assistere ad uno spettacolo, ad una sinfonia: «Il Pollina Resort è già venduto fino al 6 ottobre».
Ma cosa potrebbe desiderare di più dalla vita un imprenditore che si è recato a Pollina, constatando una struttura abbandonata, senza più un brand, sognandola piena di ospiti, comprandola per 9 milioni di euro, investendone 16 per ristrutturarla e ritrovandosela, in piena ristrutturazione, piena? Tutto questo è avvenuto sulla carta, chi ha acquistato l’ha fatto in fiducia.

Antonio Mangia il prossimo 9 giugno aprirà personalmente le porte a quello  che è «uno dei posti più belli del mondo», il fiore all’occhiello del Re Mida del turismo del sud Italia e forse dell’intero Stivale.
Cinque strutture ricettive in Sardegna e 9 in Sicilia che, affiancate al trasporto aereo con 25 voli charter settimanali dalla Francia1 volo charter da Bergamo per Palermo e numerosi voli di linea e low cost dagli altri aeroporti nazionali verso la Sicilia e la Sardegna, valgono gli 85 milioni di euro di fatturato assestato al 31 dicembre 2016.

Ma c’è una “brutta notizia” per i 100 dipendenti della famiglia Mangia, che controlla Aereoviaggi Spa, Fintur srl, Aeroviaggi France S. a. R.L. e Madonie Srl.
Il presidente si è messo in testa di chiudere il 2017 incrementando il fatturato di oltre 8 milioni di euro.

Certamente le 345 camere del new Resort, il quindicesimo della holding, daranno una spinta importante ma Mangia non è il tipo che si ferma e vuole crescere ogni giorno di più e non mancherà di mettere a segno anche per quest’anno l’obiettivo prefissato. Tutti i dipendenti ne sono convinti e negli uffici di via Isidoro la Lumia a Palermo ed in quelli della Sardegna e di Parigi dormono con un occhio sempre aperto.

Il 9 giugno resteremo stupiti dagli effetti speciali che ci renderà la struttura, incastonata in uno dei posti più belli della Sicilia, in esclusiva vi proponiamo il rendering.antonio-mangia-400

Ma una riflessione la dobbiamo fare. Mangia aveva (e forse li ha ancora) altri sogni. Realizzare un centro termale idropinico, con annesso centro benessere, a cinque stelle, nella sua Geraci Siculo, con la società Madonie Srl ed imbottigliare l’acqua oligominerale, custodita nella “pancia” di un terreno di sua proprietà.
Milioni di euro di investimenti che porterebbero ricchezza e prosperità in questo Paesaggio che soffre dell’incapacità della governance in carica, di portare sviluppo reale, concreto.
In cambio di questa disponibilità e lucida “follia” solo cavilli burocratici e tribunali amministrativi, invocati da chi, magari legittimamente, si sentirebbe leso nello sfruttamento esclusivo delle acque “miracolose” che rende contrada Fegotti, nel versante nord di Pizzo Argentiera.

Una governance che per ben due volte, manifestando incapacità e miopismo, non ha colto la disponibilità di Antonio Mangia di guidare il Consorzio/Distretto Turistico Cefalù-Madonie-Himera.
Una struttura che al momento (?) opera nel Paesaggio madonita senza ottenere risultati tangibili e guidata da “uomini di buona volontà” ma che non hanno dimostrato di avere lo stesso “tocco” di Ma(N)gia.

Carpe diem, scrisse Orazio, confidando il meno possibile nel domani.
Invece no, da queste parti hanno scelto di lasciare “scorrere” la disponibilità di Mangia, troppo acuto ed incontrollabile da chi invece vuole “dominare” su tutto.

Speriamo che Magda Culotta, deputata del PD e sindaco di Pollina, non venga scelta come madrina del Resort, nella cerimonia del 9 giugno.
Non ci pare si sia spesa più di tanto a sostegno della disponibilità del patron di Aeroviaggi di presiedere il  Consorzio Turistico Cefalù-Madonie-Himera, anzi abbiamo un lucido ricordo che si sia opposta.