L’unità operativa complessa di Ostetrica e Ginecologia dell’Ospedale “Cimino” di Termini Imerese taglia il traguardo del parto numero 500, raggiungendo – a poco più di un mese dalla fine dell’anno – lo standard richiesto dal Ministero della Salute. A festeggiare l’evento è stata, alle 00.32 di lunedì scorso, una bimba del peso di 3,4 Kg. nata da parto spontaneo.
Nel 2016 erano stati, complessivamente, 574 i nati nell’Ospedale termitano con una percentuale di tagli cesarei al di sotto del 20%, così come richiesto dalle “indicazioni” ministeriali.

«È un traguardo – ha sottolineato il Commissario dell’Asp di Palermo, Antonio Candela – raggiunto grazie alla professionalità e sensibilità di un’equipe eccellente guidata dal Primario Giuseppe Canzone e grazie anche alle strutture su cui può contare un reparto, sicuramente, tra i migliori in Sicilia. Dallo scorso aprile è stato, inoltre, dotato di un nuovo complesso operatorio-sale parto, realizzato – con un investimento di 983.834 euro – al quinto piano in un’area di 600 mq., adiacente alla zona degenza».

All’interno del nuovo complesso operatorio sono presenti, tra l’altro: due sale travaglio-parto e post partum per il parto fisiologico, di cui una con vasca per il parto in acqua; una sala operatoria dedicata h 24 per le emergenze-urgenze ostetriche; una sala operatoria per le attività chirurgiche di ginecologia e ostetricia programmate (con specifiche tecnologie per le attività chirurgiche di endoscopia ginecologica); l’isola neonatale dove è possibile erogare le attività assistenziali a due neonati contemporaneamente e l’area per la preparazione-risveglio delle pazienti.

Il primario Giuseppe Canzone con la sua equipe

«Per un maggiore comfort delle pazienti e per implementare il percorso di umanizzazione della nascita – ha aggiunto Candela – le sale travaglio-parto e post partum sono dotate di impianti di illuminazione, filodiffusione e musicoterapia che favoriscono il relax».

Con il superamento dei 500 parti e con il definitivo avvio del servizio di partoanalgesia sono stati soddisfatti tutti gli standard organizzativi, tecnologici e strutturali richiesti dalle normative ministeriale.

«Il raggiungimento di questo traguardo è motivo di grande soddisfazione – ha detto il direttore del reparto, Giuseppe Canzone – un sentito ringraziamento va a tutti gli operatori che, con professionalità ed impegno costante, hanno assicurato h24 un’adeguata assistenza alle partorienti che si sono rivolte alla nostra struttura. Un grazie particolare alla Direzione generale che ha costantemente sostenuto il percorso di adeguamento strutturale e tecnologico del punto nascita fino al suo completamento».

Che dire? A Termini Imerese manca poco e i nascituri li mettono già alla guida del motorino. Quelli di Petralia Sottana invece godono di altri “privilegi”. Del privilegio di essere stati dimenticati dalla politica che non ha il coraggio di assumersi la responsabilità di andare in deroga a delle regole imposte dai componenti il comitato nazionale, così detto, “percorso nascite”.
Un gruppo di medici – componenti le società scientifiche di pediatria, anestesia e ginecologia – che da Roma, senza avere contezza dei rischi che si corrono nel negare la deroga al “Madonna SS dell’Alto”, non vuole sentire ragioni.
Deroga che lo stesso comitato ha concesso ad altri nosocomi siciliani che insistono in aree meno disagiate di quella madonita.

Dall’altro lato le ragioni chi dovrebbe farle valere? Il sottosegretario alla Salute, Davide Faraone, insieme al suo partito (di governo), il PD, che sulle Madonie gode di un cospicuo numero di attivisti e di circoli?

Non ci pare che abbiano dimostrato grande impegno rispetto ad una questione che negli ultimi anni ha fatto preoccupare non poche partorienti e portato, tra l’altro, al depotenziamento del nosocomio petralese, nel suo complesso.

Noi di Madonie Notizie abbiamo da sempre sollevato il tema del potenziamento del “complesso industriale” petralese, abbiamo fatto delle proposte, alcune delle quali tenute in considerazione di vertici dell’Azienda (per la cronaca, se alla direzione generale dell’ASP non ci fosse stato Antonio Candela il “dell’Alto” avrebbe avuto certamente un’altro destino).

Ieri la questione, a seguito di una ironica riflessione sui social, grazie ad Alberto Giannoni, è ritornata alla ribalta della cronaca nazionale (Sicilia, se al Pronto Soccorso ci sono più mucche che letti), ma ci chiediamo, i sindaci del distretto sanitario, i comitati spontanei, i partiti, la Politica dove sono?
Dove sono stati lo sappiamo benissimo. I risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Crediamo che sia giunto il momento di iniziare un ragionamento nuovo sul rilancio e potenziamento, scevro da quelli “vecchi” e con nuovi protagonisti.
Leonardo Neglia, neo sindaco di Petralia Sottana, dovrebbe rimettere la palla al centro, prima che le vacche decidano di svernare all’interno del “Madonna SS. dell’Alto”.