Secondo i tempi che il Governo regionale si era dato sul sito dell’Assessorato regionale alla Sanità, nel tardo pomeriggio di ieri, è stata pubblicata la rosa di nomi dei candidati alla direzione generale delle Aziende ed Enti del Servizio Sanitario regionale.
La commissione composta da Elita Schillaci, Massimo Tarantino  e Antonino Perino, secondo il governatore Musumeci, avrebbe interpretato «un importante punto fermo nel desiderio del governo di applicare la nuova norma nazionale in modo rigoroso».

Secondo il mandato ricevuto dal Governo la commissione ha studiato i curricula e intervistato gli aspiranti direttori generali, già inseriti nell’albo nazionale degli aventi titoli per questo incarico. «Una selezione approfondita e trasparente – ha affermato Musumeci – che consentirà alla Giunta di governo di compiere, nei prossimi giorni, le scelte adeguate al progetto immaginato per la sanità siciliana».

Pare che la Sicilia sia la seconda Regione italiana a mettere in atto la riforma voluta dall’ex ministro alla Salute Beatrice Lorenzin, che sottrarrebbe una parte importante di discrezionalità alla politica.
In estrema sintesi, il governo regionale per le nomine dovrà, “discrezionalmente”, attingere dalla short list  compilata dalla commissione, suddivisa in quattro categorie.

Zitti tutti, quindi, almeno per la prima fase, quella tecnica, il dado è tratto.
La palla passa ora alle scelte che il Governo dovrà fare per la nomina di queste importantissime figure che dovranno portare a buon fine la nuova rete ospedaliera proposta dal Governo regionale ed al vaglio degli uffici romani di Lungotevere Ripa 1, sede del ministero gemello del siciliano, guidato dall’instancabile Ruggero Razza.
Razza ha tenuto precisare, rispetto alla short list, che «contrariamente a quanto si è letto su qualche giornale, la Giunta di ieri – 31 ottobre, ndr – non ha innovato alcun criterio, né avrebbe potuto senza muoversi al di fuori delle regole del procedimento amministrativo».

Ora sarà un duello all’ultimo sangue tra i due palazzi, “antagonisti”, le quattro categorie di liste contengono dei nominativi, alcuni dei quali inevitabilmente cari a Musumeci ed a Miccichè, oltre che ai partiti, quindi alla deputazione che sostiene il Governo.
Ne dovranno scegliere 18, tra cui il manager dell’Azienda più grande d’Europa, attualmente governata da Antonio Candela, che compare in tutte le categorie.

Non è un mistero la posizione di Madonie Notizie rispetto ad una riconferma di Candela all’Asp di Palermo, ne abbiamo parlato nell’editoriale Antonio Candela: un “Commissario con la valigia in mano” contenente una politica ingerente e ottusa

Abbiamo motivo di ritenere che Candela abbia fatto un ottimo lavoro e che l’opera meritoria la dovrebbe portare a termine con la piena attuazione della nuova rete ospedaliera.
Senza nulla togliere alla indubbia professionalità di Daniela Faraoni, che avrebbe già ricevuto la nomination per prendere il posto di Candela, al secondo piano di via Giacomo Cusmano. Un appagamento della desiderata del presidente dell’ARS, Gianfranco Miccichè.

Un’altro manager di punta inserito è Alberto  Zoli, professionista di spessore che l’Areu, la società che coordina il 118 lombardo, ha “prestato” alla Sicilia per innovare il sistema di emergenza-urgenza nell’isola. Una contaminazione, quella con i “cugini” lombardi, che porterà delle importanti e sostanziali novità e di questo bisogna dare grande merito a Razza ed al Governatore Musumeci.
Oltre ad Antonio Candela gli altri nomi che compaiono in tutte le liste sono Vincenzo Barone, Fabrizio De Nicola, Gaetano Sirna, Giorgio Santonocito, Maurizio Aricò, Gervasio Venuti, Anselmo Maddeddu.
Concorre anche Angelo Aliquò, già presidente del Parco delle Madonie e candidato alla guida di ospedali importanti come l’Irccs (San Camillo), e manager del Policlinico di Messina.
Giovanni Migliore, già direttore generale del Civico di Palermo e attualmente manager a Bari, potrebbe avere già nostalgia di ritornare in Sicilia, è in lista per il “Vittorio Emanuele” di Catania.
Nella lista si leggono anche i nomi di tutti i manager in scadenza che non hanno raggiunto i limiti d’età.
Finita la partita dei “generali”, si passerà ai “colonnelli”. I direttori sanitari ed amministrativi. La sala operatoria non chiude mai.
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