Questa testata ha da sempre sostenuto la necessità di coinvolgere l’apparato militare dello Stato (Vespri siciliani) per contrastare il fenomeno dei piromani che in questi giorni stanno letteralmente mettendo in ginocchio il sistema di protezione civile italiano.
Le conseguenze di questi atti terroristici stanno avendo refluenze negative sull’ecosistema, in particolare in Sicilia e sull’immagine faticosamente costruita per quanto riguarda il turismo.

Condividiamo le proposte fatte dal senatore Giuseppe Lumia, che riportiamo integralmente, nella speranza che il governo nazionale si mobiliti e non lasci, per l’ennesima volta, la Sicilia a dovere affrontare da sola questo “massacro”.

Lo Stato ha uomini e mezzi che deve mettere immediatamente in campo, come ha fatto per le banche venete, si mobiliti per salvaguardare quel che resta del patrimonio naturalistico della Sicilia. Subito però. Quel che resta è ad alto rischio.
Degli aiuti autunnali non abbiamo cosa farcene, vorremmo continuare a stupirci di quello che abbiamo e non indignarci per quello che non si vuole fare.

Vincenzo Lapunzina



Giuseppe LumiaOgni anno si ripete. È un vero e proprio sterminio, incendio dopo incendio, albero dopo albero. Un attacco micidiale alla natura del nostro Paese che subiamo passivamente. Così non è possibile, non possiamo lasciare migliaia e migliaia di ettari di bosco andare in fiamme.

Abbiamo un apparato militare di prim’ordine, con sistemi satellitari e droni che forse andrebbero utilizzati visto lo stato di guerra in cui ci troviamo», . Dobbiamo specializzare meglio il nostro sistema investigativo e fare in modo che si possa contare su un apparato di polizia efficace, attualmente privo di modelli organizzativi e mezzi tecnologici adeguati.
La magistratura va specializzata in questo tipo di attività investigativa, come è stato fatto per altri importanti fenomeni. Penso al terrorismo, alla mafia, ai reati contro la Pubblica amministrazione, ecc.
Dobbiamo poter contare su magistrati qualificati e pronti ad agire per raggiungere risultati che fino ad adesso sono stati obiettivamente striminziti.

Sull’antincendio bisogna cambiare passo. Anche in questo ambito bisogna avvalersi del nostro apparato militare. Gli elicotteri dell’esercito, ad esempio, con poco possono diventare strumenti antincendio. Allo stesso tempo va rivisto radicalmente, Regione per Regione, il sistema di prevenzione che funziona poco e male. Mezzi, risorse e personale sembrano inermi, scoordinati e senza quella capacità progettuale che un conflitto di questo tipo richiede.

Le norme penali ci sono e sono anche pesanti. Sappiamo che in questo ambito agisce di tutto: dal mitomane a chi pensa di trovare lavoro nella riforestazione, da chi per pulire il proprio campo dà fuoco alle sterpaglie ad alcuni pastori che bruciano pensando di rifar rinascere presto un prato verde. Ma sappiamo anche che un ruolo importante viene ricoperto dalla criminalità organizzata e dalle mafie.
Quando vengono appiccati fuochi contemporaneamente, da più punti ed in posti così lontani è evidente l’esistenza di organizzazioni che agiscono in modo strategico.

Abbiamo scoperto, attraverso l’esperienza del Parco dei Nebrodi, che nella “mafia dei terreni” insistono interessi milionari. Abbiamo compreso che è necessario utilizzare in questa sfida i reparti specializzati delle forze dell’ordine per il controllo del territorio, come quello dei Cacciatori, ma anche sofisticate indagini patrimoniali. E i primi risultati sono già arrivati.

Lo stesso dobbiamo fare sugli incendi boschivi per andare alla causa del problema, colpire penalmente e patrimonialmente i piromani e i boss con sequestro e confisca di tutti i loro beni.
Insomma, in questa guerra tutti dobbiamo fare la nostra parte. Così anche sul piano culturale dobbiamo investire sempre di più sull’educazione e sul rispetto dell’ambiente. In questo modo riusciremo ad evitare che si continui a subire e si possa finalmente passare all’attacco con una strategia corale ed efficace. Sino a vincere questa vera e propria guerra.

sen. Giuseppe Lumia

 

Foto ANSA: Gli elicotteri di Italair, il reparto italiano di volo dell’Unifil, sono intervenuti (giugno 2016) per spegnere un incendio in un’area minata nel sud del Libano lungo il confine con Israele. L’intervento è stato compiuto nell’area di Maroun al Ras ed è durato circa cinque ore durante le quali elicotteri AB 212 hanno continuato a versare acqua sulle fiamme.