Gli ufficiali della Guardia di Finanza che frequentano il 44° Corso Superiore di Polizia Tributaria, questa mattina hanno visitato il Giardino della Memoria dove i magistrati dell’Anm ed i cronisti dell’Unci gestiscono un appezzamento di terra confiscato alla mafia. La visita a Ciaculli era inserita in un articolato programma di studio dei partecipanti al corso sui temi della legalità e del contrasto alla criminalità organizzata. Ad accogliere i corsisti, guidati dal Generale di Divisione Giancarlo Carmelo Pezzuto, sono stati il Vice-Presidente nazionale dell’Unci, Leone Zingales, ed il presidente della sezione distrettuale dell’Anm di Palermo, giudice Matteo Frasca.

Durante la visita, è stato osservato un minuto di silenzio in corrispondenza dell’albero che ricorda la strage di Capaci del 23 maggio 1992, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Dicillo.

Subito dopo i corsisti hanno partecipato ad una visita allo spazio museale della Memoria che si trova all’interno del Palazzo di giustizia di Palermo.

«Abbiamo apprezzato l’iniziativa di cronisti e magistrati – ha detto il generale Pezzuto – che si inquadra in un impegnativo ed ampio progetto sul tema della legalità. Questo di Palermo è senz’altro uno strumento efficace per combattere le cosche attraverso un bene confiscato».

Al termine della visita il generale Pezzuto, a nome dei partecipanti al Corso Superiore di Polizia tributaria, ha consegnato due pergamene all’Unci e all’Anm “per il quotidiano impegno – si legge nella motivazione – nella lotta alla criminalità organizzata e nella custodia della memoria di coloro che sono caduti nel nome della legalità e della giustizia”.

Nel Giardino della Memoria di Ciaculli i cronisti ed i magistrati dal 5 gennaio 2005 piantano alberi dedicati a tutte le vittime della mafia.

I primi due alberi sono stati intestati al giornalista Giuseppe Fava, ucciso a Catania il 5 gennaio 1984, e alle vittime della strage di via D’Amelio del 19 luglio 1992 in cui sono stati trucidati il procuratore aggiunto di Palermo, Paolo Borsellino, e cinque agenti della polizia di Stato.

L’ultima piantumazione risale allo scorso 14 settembre quanto sono stati intestati due alberi al magistrato Alberto Giacomelli e al giornalista Cosimo Cristina.