Gli assessorati regionali non hanno tutti lo stesso “valore” e la stessa possibilità di spesa. Vediamo quali potranno essere le competenze e la disponibilità di fondi della nuova giunta regionale guidata da Nello Musumeci e che si insedierà nelle prossime ore.
Gli assessorati all’Economia e alla Sanità, affidate ora rispettivamente a Gaetano Armao e Ruggero Razza,   sono stati sempre due assessorati imponenti della Regione, rappresentando infatti due quarti dell’intero bilancio regionale.
Armao ha ricevuto anche l’incarico di vicepresidente. Storicamente l’assessore all’Economia  rappresenta un “quasi-governatore”, poichè gestirà una spesa che negli ultimi anni si è aggirata intorno ai dieci miliardi di euro.
Ma  il potere è anche nella preparazione delle manovre finanziarie, e nella cooperazione con il Ragioniere generale, ruolo oggi ricoperto da Giovanni Bologna. Inoltre, da qualche anno alle dipendenze  della Ragioneria generale è stata posta la Centrale unica di committenza,  struttura  che vede passare appalti milionari e miliardari, tra cui quelli per le strutture ospedaliere siciliane.

La Sanità rappresenta più della metà della spesa complessiva della Regione. Anche per questo, forse, il governatore Musumeci ha scelto per quel ruolo Ruggero Razza, un suo fedelissimo, tra i fondatori del movimento #DiventeràBellissima.
Razza erediterà dalla scorsa legislatura: l’approvazione dell’ultima rete ospedaliera che ha consentito, proprio sotto elezioni, di sbloccare le prime assunzioni in ospedali e Asp.
Provvedimenti che hanno posto fine alle ansietà dei tanti precari in attesa, mentre l’uscente Baldo Gucciardi centrava la conferma a Sala d’Ercole. Ma i concorsi sono solo all’inizio. Adesso tutto potrebbe cambiare,  nelle mani del nuovo assessore.

All’Agricoltura, altro assessorato di prestigio va Edy Bandiera di Forza Italia. La spesa annuale di questo assessorato si aggira  intorno al mezzo miliardo di euro. Ma oltre alla possibilità di spesa dell’assessorato, l’ente ha un certo peso, dovuto anche alla  gestione di un notevole bacino di potenziale consenso, come quello dei Forestali siciliani.
L’assessore al ramo può indicare e nominare i componenti dei Cda dei tanti Enti .
L’Agricoltura, soprattutto diventa importantissima per la gestione dei tanti fondi europei. I dipartimenti di quell’assessorato, infatti, gestiscono  programmi comunitari come il Piano per lo sviluppo rurale e il Feamp destinato alla pesca. La probabile spesa si aggira attorno ad  un miliardo e mezzo.

E cosa ne sarà della formazione professionale? Settore che spesso è passato alla cronaca per essere stato luogo  di sfrenato clientelismo . L’ex rettore dell’Università degli Studi di Palermo Roberto Lagalla, in quanto assessore alla Formazione erediterà due strumenti molto importanti: l’Avviso 8, da 136 milioni, che darà lavoro a circa quattromila persone ma che  il governo Crocetta non è riuscito a far partire e il dipartimento della Formazione che gestisce il Fondo sociale europeo.
Per la programmazione 2014-2020 sono disponibili circa 700 milioni di euro che oltre agli altri 600 previsti già dal bilancio regionale.
Giunta Musumeci 2
L’assessorato alla Funzione pubblica e alle Autonomie locali effettua la maggiore spesa:
circa due miliardi e mezzo l’anno. Il neo assessore Bernadette Grasso gestirà un bacino potenziale di lavoratori smisurato.
Meno ricco, ma solo apparentemente, l’assessorato alle Attività produttive che verrà affidato a  Mimmo Turano. Negli ultimi anni la spesa si è aggirata intorno ai 300 milioni di euro. Da lì passerà la spesa  di molti fondi. Da quelli previsti dal Piano di Azione e coesione passando a quelli del Patto per la Sicilia. Fondi complessivi da 900 milioni nel primo caso e di 1,1 miliardi nel secondo.

Quel “patto” lanciato da Renzi che in molti casi passerà da un altro assessorato ricco come quello alle Infrastrutture che sarà ricoperto da Marco Falcone e che già spende circa 1,2 miliardi di euro l’anno al di là dei fondi europei. Dovrà gestire circa mezzo miliardo l’anno e far fronte alle delicatissime vicende di alcune categorie di lavoratori come gli ex “sportellisti” e i Pip.
A Mariella Ippolito, va l’Assessorato alla Famiglia e alle Politiche Sociali, e la quale  dovrà trasformare iproblemi legati ai fondi per l’assistenza dei disabili in un brutto ricordo.

Su per giù lo stesso badget sarà dall’assessorato al Territorio e ambiente che sarà guidato da Toto Cordaro che avrà anche la responsabilità di gestire le operazioni che riguardano la prevenzione degli incendi.

L’assessorato che sembra non essere troppo desiderato è quello all’Energia affidato a Vincenzo Figuccia. Di sua competenza problemi molto delicati come la raccolta dei rifiuti, la gestione delle discariche, la riforma del sistema idrico. Ma in quegli uffici si discuterà anche di termovalorizzatori, mega affare.

Infine, ecco gli assessorati considerati più “poveri”, ovvero: quelli del Turismo e dei Beni culturali. Il primo andrà a Sandro Pappalardo di Fratelli d’Italia e  che di norma spende circa 130 milioni l’anno. Il secondo avrà come guida, per qualche mese il critico d’arte Vittorio Sgarbi e pesa sul bilancio per circa 200 milioni.

Una chiosa a parte merita la  “Programmazione”, dipartimento direttamente dipendente da Palazzo d’Orleans e da dove passeranno circa 1,3 miliardi del Fondo europeo di sviluppo regionale. Secondo indiscrezioni Musumeci dovrebbe delegare il suo vice Armao per la gestione strategica degli Uffici di piazza Sturzo.
Pit stop della Giunta previsto per la prossima primavera, quando Sgarbi lascerà i “Beni culturali” per candidarsi alle politiche. I collaboratori del presidente dovranno dimostrare la loro valenza o abdicare prima del famigerato “cartellino rosso”.