La prima scadenza da rispettare, entro il 31 dicembre del 2017, è l’approvazione della Finanziaria o, comunque, di un esercizio provvisorio.
Punto di partenza per consentire il rilancio delle attività dopo la sbornia elettorale e la fisiologica ricomposizione della nuova geografia politica di Palazzo dei Normanni e Palazzo d’Orleans.

Sulle priorità da affrontare non ha dubbi Gaetano Armao, designato vicepresidente della giunta di Nello Musumeci –  il toto-nomi è già partito e dallo stesso entourage del presidente confermano che non si tratterà di un governo tecnico, bensì composto da esponenti di partito, tra i quali alcuni deputati regionali – che traccia, nell’ambito di una conferenza stampa tenutasi a Palermo ieri (8 novembre), la prima analisi sui dati delle elezioni, rivendicando il contributo di circa 20 mila voti che il suo Movimento dei SicilianIndignati ha dato al centrodestra, attraverso sei candidati su altrettante province ed esprimendo piena soddisfazione per il risultato ottenuto da tutto lo schieramento.

Alla fine dell’estate, proprio a Palermo, Armao aveva illustrato il “Manifesto per il Futuro della Sicilia”, documento programmatico del Movimento che, tra i punti salienti, annovera la competenza quale pre-requisito indispensabile per risolvere i problemi dell’isola, «aggravati dal governo di Rosario Crocetta e favoriti dall’opposizione di carta dei 5 Stelle».

Competenze che, a partire da quelle indiscutibilmente in suo possesso, si riveleranno ora indispensabili, anche alla luce della prima vera “grana” di Musumeci, ovvero l’arresto del deputato messinese Cateno De Luca: non un affare da poco, bensì uno scivolone che rischia seriamente di confermare le ipotesi più negative formulate in campagna elettorale dai pentastellati – e non solo – sull’opportunità di candidare soggetti alle prese con vicende giudiziarie e carichi pendenti.

Anche su questo punto, Armao – che nel mese scorso fu protagonista di un’esclusione nel listino collegato a Musumeci che aveva rischiato di mandare in tilt il centro-destra e la stessa alleanza con il suo Movimento  –  non la manda a dire e risponde ai grillini che, a seguito dell’arresto di De Luca per evasione fiscale, avevano chiesto le scuse al presidente Nello Musumeci reo, a loro dire,  di non avere prestato la giusta attenzione alla questione morale in materia di selezione delle candidature.

Un’accusa grave, alla quale il numero due del governo regionale risponde sostenendo che «sono i siciliani in realtà a meritare le scuse da parte dei 5 Stelle per la vergognosa opposizione a Crocetta che la mattina era un nemico e la sera era invece buono per accordarsi».

Polemiche a parte – sono in tanti a preconizzare che De Luca possa essere soltanto  il primo di una lunga serie di deputati appena eletti nel mirino della magistratura – Armao preferisce concentrarsi sulla necessità di normalizzare la questione finanziaria.

«Non capisco – afferma  – come il governo precedente abbia potuto promettere stipendi più alti di fronte a una fiscalità che produce un gettito più basso del previsto».

Si volta pagina. È lo stesso vicepresidente in pectore ad annunciare l’avvio di un percorso congiunto con Forza Italia per affrontare e portare a buon fine istanze rilevanti per la Sicilia, a partire dal rapporto con lo Stato e dalle relazioni finanziarie: «svilite dal governo Crocetta».

«L’isola oggi è la tartaruga del Mezzogiorno – chiosa Armao – e tanti siciliani rischiano di scivolare nella povertà: ecco perché dobbiamo intervenire subito sulle finanze».

Armao pensa , nello specifico, a una sorta di «operazione verità sui conti e sulle coperture di quanto impostato dall’amministrazione uscente».

E il tempo è di certo un nemico per una delle regioni più povere d’Italia.
«C’è da partire con gran velocità – spiega – visto che l’anno finanziario non coincide sempre con i tempi della politica e ci sono scadenze improrogabili da osservare entro la fine del 2017».

Di certo, la presenza di un soggetto quale Armao nella nuova giunta reca con sé aspettative importanti, a partire dall’istituzione delle Zone Franche Montane nell’ambito di una Legge sulla montagna, della quale beneficerebbero paesaggi come le Madonie, ad alto rischio di desertificazione.

«L’avvocato Armao – spiega l’editore di Madonie Notizie Vincenzo Lapunzina – è stato il consulente, a titolo amichevole, del Comitato, del quale la testata fa parte, per l’accelerazione dell’approvazione del disegno di legge che giace all’ARS da circa novecento giorni: l’auspicio è che la fiscalità di vantaggio non venga banalizzata estendendola anche al resto della Sicilia, poiché si tratta di una specifica istanza delle comunità montane».

«Tutto il Comitato – aggiunge Lapunzina – vigilerà con la massima attenzione affinché il disegno diventi Legge, uno strumento indispensabile per rimettere in moto il paesaggio madonita e le sue risorse».

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