Giovanni Fiore, presidente della Piano Battaglia Srl,  ha rassegnato le “irrevocabili dimissioni” dal Consiglio d’Amministrazione della società che gestisce gli impianti di risalita che portano a sul Monte Mufara. Le dimissioni portano la data del 5 settembre scorso ma la notizia è trapelata nelle scorse ore.
Una società che fin dagli arbori ha vissuto momenti di difficoltà e dissidi tra i soci, al punto che diversi tra i protagonisti di questa “sfida” si sarebbero ritirati fin “dalle prime difficoltà” , come ha affermato Fiore nella lettera inviata a tutta la compagine societaria.

Il presidente dimissionario lamenta che la società non avrebbe centrato l’obiettivo del 10 % di capitalizzazione, rispetto all’ingente investimento che ha affrontato la Comunità europea. Oltre 3 milioni e mezzo di euro di spesa, ed una compartecipazione della Società di appena cento mila euro, che le ha assicurato la gestione per 25 anni.

Giovanni FioreFiore denuncia “lotte personali” nella compagine societaria e mancanza di “unità di intenti”. Da una parte ci sarebbero i soci “conservatori” (del proprio patrimonio) che vorrebbero gli impianti aperti solo nel periodo invernale, quindi con le piste innevate; dall’altra la “cordata”, capeggiata da Fiore, che vorrebbe il “postale” attivo tutto l’anno, in quanto al “mondo” sarebbe stato presentato con questa idea.

L’ex presidente avrebbe contato sulla presentazione di progetti a valere sui fondi comunitari, per potenziare le attività e portare a reddito l’infrastruttura. Cosa che di fatti richiederebbe un lasso di tempo troppo lungo. Tuttavia accusa il “nuovo CdA” di averlo impedito in quanto avrebbe “azzerato il lavoro precedente”.

“Ho lavorato alacremente più di un anno all’apertura della Piano Battaglia Srl – scrive Fiore nella lettera di dimissioni – in maniera gratuita e propositiva, mettendo, unico tra tutti voi soci, a disposizione il mio patrimonio personale, tutte le mie conoscenze del mondo economico, politico, bancario, nell’interesse della società”. Fiore non avrebbe riscontrato la “solidarietà condivisa dei soci”. Fiore era subentrato all’ingegnere Antonio Catalano, che ha gestito lo start up della società. 

Il territorio ha aspettato oltre 12 anni per vedere riavviare i nuovi impianti, che rappresentano per l’economia turistica delle Madonie un punto di riferimento importante.
Sono stati investiti milioni di euro e non possiamo permetterci che, per sciocche controversie societarie, si riducano ad un “ferro vecchio” o siano oggetto di controversie che farebbero arricchire solo gli studi legali.

Auspichiamo che i soci della Piano Battaglia Srl risolvano presto e bene la questione della nuova presidenza e che, soprattutto, comprendano che una struttura di questo tipo vada gestita con spirito manageriale e filosofia moderna.