La lista Micari Presidente, frutto dell’accordo tra il Partito Democratico di Faraone, venuto in soccorso di Leoluca Orlando, ed il Megafono di Crocetta, potrebbe essere “non ammessa” alla competizione elettorale nella circoscrizione di Messina.
La notizia è stata diffusa da messinaoggi.it, la “documentazione prodotta – riporta la testata on line –  sembra sia assolutamente esigua e non contenesse neanche la dichiarazione di presentazione della lista con l’elenco dei candidati”.

“I documenti presentati dovrebbero riguardare tre, massimo quattro candidati, – continua il direttore della testata messinese – e mancavano le dichiarazioni di collegamento con le altre liste e con il Presidente, il simbolo e la delega per l’utilizzazione dello stesso e finanche l’autorizzazione alla presentazione della lista da parte del rappresentante regionale, oltre che le accettazioni ed il certificato di iscrizione nelle liste elettorali, di tutti gli altri candidati”.

Se pur il delegato della lista si fosse presentato al cospetto del Cancelliere entro le ore 16, di fatti la documentazione sarebbe materialmente pervenuta sul tavolo del funzionario intorno alle 16:20, pare che una parte della stessa sia stata dimenticata in macchina dal “secondo uomo”che si sarebbe precipitato a recuperarla.

Sempre secondo la ricostruzione di Nuccio Carrara: “Il cancelliere non ha inteso riaprire il verbale e non ha neanche dato atto della circostanza che, abbondantemente oltre il termine e mentre era in corso la verbalizzazione della presentazione di un’altra lista, alcuni rappresentanti della Lista hanno insistentemente bussato alla porta dell’aula presso cui si svolgevano le operazioni e, aperta la porta, hanno consegnato una carpetta con della documentazione proveniente da Palermo al delegato che aveva curato il deposito della prima parte della documentazione”.

Pare che, il funzionario del Tribunale abbia rifiutato la documentazione e invitato il delegato della lista Micari Presidente ad inoltrarla direttamente all’Ufficio elettorale, cui compete la decisione finale.

“Il termine (…) ammette deroga solo nel caso di rappresentanti – secondo la giurisprudenza – che entro il termine prescritto siano effettivamente presenti all’interno dell’ufficio adibito a ricezione delle candidature e muniti della documentazione necessaria”. Documentazione che materialmente sarebbe mancata alla scoccare delle 16:00.

Tuttavia, trattandosi di interpretazione di norme e di eventuali ricorsi, la compagine, concretizzatesi in zona Cesarini, potrebbe averla vinta. Come per il mugnaio di Potsdam, si troverà un Giudice che non permetterà la “Caporetto” a cui si sono esposti i candidati di tutte le circoscrizioni, in particolare quelli riconosciuti come “tappo”, ovvero certamente eletti.

Se, come farebbe intendere messinaoggi.it, la lista dovesse essere esclusa dalla competizione elettorale della circoscrizione di Messina, rimarrebbero fuori, oltre allo stesso Crocetta, l’assessore Aurora Notarianni ed altri big di peso elettorale che non potrebbero apportare i consensi necessari per superare lo sbarramento del 5% su base regionale.

Il problema  delle lista non si è posto invece a Siracusa, dove non è stata presentata alcuna compagine “Micari Presidente”. In conferenza stampa Crocetta ha ammesso che è successo «qualcosa di strano», misteriosamente i dieci candidati avrebbero «fatto un passo indietro, – ha affermato il presidente della Regione – Probabilmente a qualcuno abbiamo fatto paura».

Sarà dura, nonostante il sacrificio chiesto a Crocetta di rinunciare al suo “Megafono” per tappare la falla di una barca (quella a trazione Partito Democratico-Faraone) superare il fatidico sbarramento, specialmente dietro il fuoco di fila che le truppe penta stellate si preparano a scaricale sui protagonisti di questa politica tutta in salsa siciliana.