Le elezioni amministrative oramai sono un ricordo. Bello per alcuni e brutto, magari da dimenticare, per molti.
Sogni infranti, delusioni e sentimenti contrastanti, in alcuni casi anche la resa dei conti per le aspettative di voti dichiarati ma non riscontrati.
Il popolo sovrano ha scelto liberamente e la decisione va rispettata.
Sindaci e collaboratori hanno preso “possesso” dei comuni e delle rispettive stanze. Inizia un percorso che, salvo iniziative di sfiducia, dovrebbe durare cinque anni.

Tuttavia gli amministratori attivi ed i presidenti del consiglio troveranno delle “brutte sorprese”.
Gli verrà comunicato che dovranno stringere la cinghia in maniera spropositata, rispetto all’impegno-lavoro che dovranno rendere alla comunità in maniera costante e produttivo. Così com’è stato più volte ribadito nei comizi e nei programmi elettorali.

L’indennità di carica del sindaco nella sostanza non verrà intaccata al contrario, secondo il disposto normativo, per i collaboratori è stata ritoccata pesantemente.
In ogni caso incideranno molto le scelte politiche che si attueranno nei vari comuni rispetto alla volontà dei primi cittadini di ridursi autonomamente l’indennità.

In un comune come Castellana Sicula (fascia tra 3001 a 5000 abitanti) il primo cittadino percepirà quindi circa 2000 euro lorde, netto in busta 1500 euro,  varia a secondo della percentuale Irpef che gli uffici applicheranno.
Per i collaboratori invece la paga passa dal 45 %,  dell’indennità lorda del sindaco, al 15 %. Per il vice sindaco dal 55 % al 20 %.
Un assessore si dovrà accontentare mensilmente di circa 300 euro lorde.
Gli ultimi collaboratori hanno percepito, mensilmente, circa 600 euro netti.
L’indennità per il presidente del consiglio si attesterà a quella degli assessori, appena il 15 % dell’importo lordo in busta del sindaco.
L’indennità si abbassa ancora di più per i lavoratori dipendenti prestati alla politica.

Potranno stare sereni i collaboratori del sindaco ed i presidenti dei consigli in carica, almeno fino ai prossimi rinnovi, non troveranno sorprese in “busta”, la Legge regionale 11 del 2015 prevede in maniera graduale gli adeguamenti ai colleghi del resto d’Italia ai quali vengono liquidate le spettanze in funzione del decreto del ministero degli Interni n° 119 del 4 aprile 2000 e successive modifiche e integrazioni.

Alla fine non dovrebbero esserci ripensamenti rispetto all’intensità dell’impegno che i collaboratori del sindaco metteranno in campo. In campagna elettorale hanno più volte ribadito che si sarebbero “prestati con il cuore e per servizio” alle rispettive comunità.
La norma ha intaccato la tasca. Non il cuore.