‘A cira squagghia e ‘u santu un camina. È questo il quadro che si presenta agli oltre 69 mila elettori che si dovranno recare alle urne il prossimo 11 giugno.
A parte qualche comune ancora c’è molta incertezza nella maggior parte delle comunità chiamate al voto, almeno per quanto riguarda il paesaggio madonita che la nostra redazione segue.
Insomma, tutto da definire, nei dettagli. Da definire anche a chi andranno i posti di lavoro promessi in questi giorni in cambio di una candidatura o del sostegno incondizionato delle famiglie.

Dal 12 maggio e fino alle ore 12 del 17 si dovranno presentare, presso la segreteria del comune,  le liste dei candidati al consiglio comunale e delle collegate candidature a sindaco.
Domenica 11 giugno dalle 7 alle 23 si consumerà quest’altra tornata elettorale e nottetempo si conosceranno i nomi dei sindaci ed il nuovo assetto politico del Paesaggio madonita.

Ad Alia (3068 elettori) riscontrerà la simpatia della burocrazia Gioacchino Di Pasquale, vice sindaco in carica e tedoforo del sindaco uscente. Insieme a lui si contenderanno la poltrona di primo cittadino Matteo Cocchiara, presidente del Consiglio Comunale, il consigliere Nino Guccione Felice Guglielmo, segretario del PD locale. Ci vorrebbe riprovare Rosolino Ortolano e pare che faccia capolino anche uno dei delusi della “gestione Guglielmo” del PD, Gaetano Agnello.

Lillo Puleo a Blufi (554) avrà  filo da torcere con la scesa in campo di Sabina Geraci. La Geraci dovrebbe essere la soluzione di continuità dell’amministrazione uscente e sarebbe il primo sindaco donna della storia di “Malupassu”.

Il dopo Andrea Galbo a Caccamo (6727) è ancora in balia del vento, sulle acque della diga Rosa Marina. Galbo, appesantito dagli intensi cinque anni di amministrazione, ha passato il testimone ad Angela Sclafani, simpatizzante dell’area di centro destra, dovrebbe continuare l’azione amministrativa intrapresa.
In corsa Salvatore Comparetto, che godrà dell’appoggio di  Domenico Porretta, presidente del Consiglio in carica e Nicasio Di Cola che conterebbe di far ritornare “grande” il castello medievale e non solo.
Circola la voce della candidatura di Giuseppe Geraci, figlio di Mico, il sindacalista assassinato dalla mafia l’8 ottobre 1998. Geraci farebbe squadra anche con Franco Fiore, già candidato sindaco nell’ultima tornata del 2012, anche se l’interessato al momento non conferma un coinvolgimento diretto.

Castelbuono (7385) il vento batte in poppa a Mario Cicero. La contrapposizione nel contesto dell’altra “metà più uno” dei competitors, Antonio Tumminello e Vincenzo Allegra, riporterebbe Cicero alla guida del palazzo di Città.
Quasi come fosse un premio per non avere rispettato le regole del gioco delle primarie con Lia Romè, del Partito Democratico ed esponente del movimento “Andiamo Oltre”, appoggiata nella corsa a prima cittadina dalla vice presidente del Senato, Rosa Maria Di Giorgi.

A Castellana Sicula (2835) pare che gli animi si siano acquietati. Angelo Pizzuto, primo ad uscire allo scoperto, è come se stesse cercando una via di fuga per ritirarsi in buon ordine. L’imbarazzo della condanna e delle voci che circolano con più insistenza sul suo passato potrebbero portarlo a cedere il testimone ad un suo fedelissimo, Tommaso Norato, che non vede l’ora di fregiarsi del titolo di “candidato sindaco”.
Segna il passo anche il consigliere in carica Franco Calderaro, pronto ad inaugurare il comitato elettorale, in attesa di imbucarsi in qualche compagine, che gli garantisca la vittoria ed un posto in giunta, magari da vice sindaco. Tuttavia, tra i suoi fedelissimi qualcuno giura che se dovesse tradire la fiducia sei supporter, ritirandosi all’ultimo momento, «si potrà trasferire direttamente a Petralia e non farsi più vedere».
In casa del Partito Democratico a nulla è valsa la venuta pasquina del taumaturgo, Lillo Di Chiara, saggio esponente del circolo locale. In via Processione non trovano una quadra sulla scelta del nome. Anselmo Intrivici, Daniela Fiandaca, Antonio Lo Verde o il segretario del circolo, Carmelo Bellomo che alla fine si potrebbe immolare per la (giusta) causa. La comunità attende, con trepidazione, l’indicazione del candidato (PD) a “santo patrono” di Castellana.
Candidato che dovrebbe togliere le chiavi del palazzo all’uscente Pino Di Martino, per niente intenzionato a mollare in quanto, a suo dire, ha «amministrato con dignità una comunità che ho trovato piena di debiti e che in cinque anni ho ripianato, liquidando atti giudiziari per oltre 700 mila euro».
Resta all’angolo ed in condizioni “disperate” Franco Giacomarra, nella sua solitudine di numero primo, l’osso d’Ishando di questa competizione, che potrebbe fare la differenza.

Tutti a mare, a Cefalù (11892). Il capitano Rosario Lapunzina tiene ben saldo il timone della nave, piena di falle, che ha preso nel 2012. Il suo avversario più temibile sarebbe il “camerata” Fabrizio Piscitello. Un uomo a tutto tondo di destra che la presenza del sottosegretario Simona Vicari ha sdoganato verso il centro destra.
In terza fila, ma temuto da tutti, Giuseppe Guercio che alla fine potrebbe confluire con Lapunzina per scongiurare il “rischio” della vittoria di Piscitello. Il Movimento 5 Stelle cefaludese ha ottenuto il consenso dello staff di valutazione nazionale e presenterà  Giuseppe Provenza.

Freddo polare a Gangi (5729). Nel Borgo più Bello d’Italia si aspetta che il sole sciolga il blocco ghiaccio che contiene il corpo del nuovo sindaco di Gangi. Il corpo, non lo spirito e la mente, quello rimarrà nei secoli di Giuseppe Ferrarello. Un fenomeno che anche la Nasa sta studiando per esportarlo su Marte. Tra qualche milione di anni servirà un sindaco che governerà lo spazio.
In attesa che il sole diventi più caldo, con l’avanzare della primavera, sul Monte Marone i farmacisti hanno avuto il loro da gran da fare nel distribuire il Buscopan per i ricorrenti mal di pancia che pervadono i corpi dei fedelissimi del sindaco, oramai giunto alla fine del suo mandato. In dieci anni il buon Ferrarello avrebbe promesso a tante persone la sua “eredità” ma non avrebbe fatto i conti né con il tempo ch’è passato in fretta né con i fedelissimi pronti a far valere il “testamento”, magari redatto sulla carta del pane.
Pare che siano stati nominati due saggi che in questi giorni si sarebbero cimentati nel ruolo di notai intenti nella lettura dei testamenti e per verificarne la veridicità.
Tuttavia i latori del pezzo di carta temono che possa uscire dal cilindro di Ferrarello il nome di un candidato che metterebbe in pace l’anima di tutti, Gioacchino Barreca.
Si liberebbe un posto alla direzione del servizio veterinario di Petralia Sottana ed uno di candidato sindaco a Castellana Sicula. Anselmo Intrivici non esiterebbe di mettere a disposizione la sua candidatura (a cui tiene molto!) pur di ricoprire la carica di dirigente del servizio che da sempre ha agognato.
Con questo scenario i farmacisti di Gangi si dovranno attrezzare per la nuova terapia a base di alprazolam (Xanax, Valeans, Frontal…).
Restano tiepidi i tentativi di altre compagini di sfidare i ferrarelliani che hanno governato Gangi per dieci anni.
Pare che, al momento,  non si trovi nessuno disponibile ad immolarsi, nemmeno per un posto in consiglio comunale, tra i banchi dell’opposizione a cui spetteranno 4 consiglieri.

Giuseppe Mogavero, primo cittadino di Isnello (1305), ha appeso le scarpe al muro. Dopo dieci anni di sindacatura ha scelto, come il Piccolo Principe, di viaggiare nello spazio.
Il primo a presentarsi è stato Marcello Catanzaro, candidato emergente, afferma di essere «sganciato dalla vecchia politica di Isnello», è sostenuto dalla società civile e dal mondo delle associazioni.
Si confronterà con Maria Grisanti, simpatizzante dell’area di centro e storica oppositrice di Mogavero. La Grisanti si era candidata nel 2007 contro l’attuale sindaco ed avrebbe rifiutato di ricandidarsi nel 2012 per contrastare il fenomeno comunista. Oggi, dalle voci che circolano in paese, sarebbe disponibile ad “imbarcare” almeno tre candidati fedelissimi del sindaco “Che Guevara” in carica.

Monta la preoccupazione nella squadra di Pietro Macaluso in quel di Petralia Soprana (2767). Si fa sempre più temibile l’avanzata di Francesco Gennaro che fino a qualche mese fa ha ricoperto il posto di vice sindaco.
Il gioco nel Borgo più alto del Paesaggio madonita si farà duro ogni giorno di più, anche perché Macaluso non sarebbe per niente intenzionato a dare vantaggio al suo ex collaborate. Tiene a vincere questa partita più di ogni altra cosa.

Nella vicina Petralia Sottana (2400), Santo Inguaggiato, reduce della sonora sconfitta registrata sul versante dell’ospedale, oramai giunto alla fine del mandato, ha nominato erede universale il suo vice, Leonardo Neglia.
Da qui alle imminenti elezioni Inguaggiato resterà impegnato a tappare le falle che il suo storico oppositore sociale, Calogero Cerami, gli aprirà ogni giorno facendogli ricordare le presunte responsabilità rispetto al ridimensionamento del “Madonna Ss dell’Alto”.
Neglia dovrà vedersela da solo, tuttavia, come a Gangi a Sottana si riscontrano difficoltà nella formazione di una compagine che contrasti il candidato sindaco, nella sua inesorabile avanzata verso la vittoria, dopo la nomination incassata nelle scorse settimane.
Pare che la stessa coalizione presenterà una lista civetta. A chi non piace vincere facile?

Niente di nuovo a Valledolmo (3028), al momento. La poltrona di Luigi Favari dovrebbe essere messa in discussione da Pino Modica, Nicolò Miceli e da Angelo Conti, ma sotto l’olmo potrebbero verificarsi delle sorprese anche perché tutti i candidati avrebbero forti difficoltà a definire le liste.
In tutta questa incertezza registriamo altresì la titubanza di Favari che pare preferisca ritornare a tempo pieno alla sua professione ed al ruolo di marito.

A Termini Imerese (21541), comune che chiamerà alle urne oltre 21 mila elettori, si gioca la partita più complessa.
Pippo Preti, sostenuto da una lista che fa capo a Carmelo Perdichizzi, designato assessore dal “coraggioso”, è stato primo ad ufficializzare la candidatura, inizialmente vicino ad una coalizione di centro destra si sarebbe ritrovato a correre da solo.  Francesco Giunta, puntellato da tutta la compagine di centro destra presente in Parlamento e locale oltre che da una potenziale e temibile componente di centro sinistra e moderata, impegnata nel sociale, punterà anche sul voto di opinione poiché raccoglierebbe un grande consenso popolare.
Il candidato Pietro Sorce, invece è sostenuto dal Partito Democratico, che anche a Termini Imerese si presenterà senza simbolo e da altre forze del centro sinistra. Sorce, un progressista di lungo corso, gode della simpatia del senatore Giuseppe Lumia, che in città vanta un numeroso elettorato.
In corsa anche Vincenzo Fasone, già assessore al bilancio dell’ex sindaco Salvatore Burrafato. Il professore ha trovato sponda trasversale in tutte le compagini tra cui una buona parte del Partito Democratico e alcuni consiglieri comunali.
Il Movimento 5 Stelle invece ha schierato in campo un medico: Armando Di Liberto. Loro, come da statuto, non faranno nessuna coalizione, correranno da soli.

Difficilmente le urne della Città delle Terme restituiranno un sindaco al primo turno, quindi gli elettori saranno richiamati il 25 giugno per il ballottaggio, dalle 7 alle 23, per esprimere la preferenza magari su un candidato frutto di accordi che si consumeranno nei quindici giorni antecedenti.

Per il resto e per voi che avete avuto la pazienza di leggerci fino a questo punto, vi suggeriamo di non votare, o farvi coinvolgere, da chi promette la riduzione delle tasse o chi, da buon sciacallo, vi farà sentire il profumo di un posto di lavoro nella pubblica amministrazione o magari di sacrista.