Si trovava in campagna per raccogliere ortaggi, viene fermato con dei grossi coltelli a serramanico e denunciato per detenzione di armi bianche. Indagato e processato, l’uomo viene assolto con formula piena. La vicenda risale al 2015, quando Rosario Iacuzzi, ventitreenne residente a Trabia, è stato fermato durante un controllo delle forze dell’ordine in Contrada Bragone, insieme a un altro giovane trabiota. Durante la perquisizione i militanti hanno trovato addosso all’uomo tre grossi coltelli a serramanico di lunghezza non consentita. Le armi bianche infatti, superavano i sei centimetri di lama e avevano un manico di una lunghezza di oltre otto centimetri.

Per questo motivo, nei confronti del ventitreenne è scattata la denuncia. Il Gip ha emesso decreto penale di condanna ritenendo configurate le ipotesi del reato, così si arriva al giudizio dibattimentale. Grazie alla tesi difensiva e alle prove portate in aula dall’avvocato Francesco Paolo Sanfilippo, l’imputato Rosario Iacuzzi ha dimostrato al giudice di essere un appassionato di animali e della vita agricola e di essere sempre stato dedito alla coltivazione di fondi, giustificando in questo modo la detenzione delle armi e dichiarando che si trovava lì per raccogliere ortaggi.

A confermare le dichiarazioni, in aula sono arrivati i due testimoni che hanno affermato che il giovane aveva appunto la passione per le attività agresti. Il giudice Fabio Stuppia ha così accolto la tesi difensiva dell’avvocato Sanfilippo, assolvendo in pieno l’imputato con la formula “il fatto non costituisce reato”.