Una riunione per affrontare e superare le criticità in atto e garantire la prosecuzione e il completamento dei lavori sulla Statale 640 che da Porto Empedocle arriva fino a Caltanissetta.
La proposta porta la firma dell’ANCE Sicilia che interviene a seguito del blitz degli ispettori regionali che avrebbero trovato i cantieri vuoti, e delle polemiche che ne sono scaturite.
Una vicenda che, secondo i costruttori isolani, dovrebbe indurre tutte le parti in causa a confrontarsi nell’ambito di un vertice : la Regione Siciliana, i sindacati, le imprese dell’indotto e la Cmc di Ravenna, coop leader nel settore delle costruzioni impegnata nella realizzazione di grandi opere tra le quali proprio l’ammodernamento della 640, nota anche come “Strada degli Scrittori” dal nome di un progetto a cura del giornalista del Corriere della Sera Felice Cavallaro, finalizzato a coniugare cultura e turismo nei luoghi che hanno dato i natali ad autori di immenso talento quali Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia, Andrea Camilleri, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Antonio Russello e Rosso di San Secondo e ne hanno visto fiorire la produzione letteraria.

Sull’accaduto, l’ANCE Sicilia ha comunque le idee ben chiare: nessuna critica all’azione ispettiva che, secondo il presidente regionale Santo Cutrone, non sarebbe stata compiuta “contro” qualcuno – nel caso specifico, l’azienda e i lavoratori – bensì per accendere i riflettori sulle evidenti difficoltà in atto e sollecitare così chi di dovere a non girare lo sguardo altrove, imputando all’impresa e alle maestranze tutto il peso delle responsabilità.

Una valutazione che suona come un apprezzamento in merito all’operato dell’assessore alle infrastrutture Marco Falcone , a favore dello sviluppo del settore, anche se non mancano le indicazioni rivolte all’attuale esecutivo regionale  «ad agire rapidamente, così come avvenuto in altre occasioni, per il dissesto idrogeologico, il rischio sismico, la messa in sicurezza del territorio, delle infrastrutture e degli edifici».

In sintesi, l’ANCE Sicilia chiede «un’azione forte e incisiva» al presidente della Regione Nello Musumeci, secondo il quale sarebbero i burocrati a «rallentare l’utilizzo dei fondi per la manutenzione del territorio».

Le risorse dunque ci sarebbero ma il loro impiego sarebbe ostacolato proprio da chi, in virtù del ruolo amministrativo ricoperto, dovrebbe provvedere invece a mettere in sicurezza l’isola.

«A Musumeci – precisa il presidente regionale traendo spunto dal recente sfogo – chiediamo di togliere i fondi dalle mani dei burocrati, di creare un’Autorità di gestione sotto la sua guida e di adottare procedure straordinarie, più snelle e rapide di quelle previste dall’attuale Codice dei contratti, del quale da tempo chiediamo la modifica».

«Questi non sono episodi emergenziali – tuona Santo Cutrone – ma fatti ricorrenti che si ripetono sempre negli stessi punti: Sciacca si allaga ogni anno e ancora piangiamo i morti delle alluvioni degli ultimi tempi, ma le frane, i danni e i ponti crollati sono tutti lì».

«Alla Cmc – si legge inoltre in un comunicato di ANCE Sicilia – va riconosciuto di avere messo in piedi un sistema produttivo che ha anche creato un ampio indotto in un territorio impoverito dalla crisi e, a differenza di altri grandi operatori del settore, di avere anche mantenuto gli impegni pagando regolarmente i dipendenti nonostante le difficoltà: adesso occorrono il concorso e l’impegno di tutte le istituzioni e di tutti gli attori sociali per far sì che quest’opera fondamentale per lo sviluppo regionale possa essere portata a compimento nel più breve tempo possibile e che anche i subappaltatori e i fornitori possano essere saldati».