Gianluca Tomaselli è nato il 23 giugno del 1988 nell’ospedale Salvatore Cimino di Termini Imerese da Stefania Francesca Graziano, una giovane donna che adesso ha l’età di 48 anni, nata e cresciuta a Montemaggiore Belsito. Di lei adesso non si sa più nulla.
Il padre, Salvatore Tomaselli, nato a Termini Imerese nel 1957 dove è rimasto fino al 23 febbraio del 95, quando i due coniugi si separano. Gianluca, assieme ad altre due sorelle più grandi, sceglie di andare a vivere con il padre a Londra perché non accettata che la madre si fosse sposata con un Sonalo.
Tutto è cominciato due anni fa quando Gianluca Tomaselli ha lasciato la moglie e i suoi due figli mettendosi in viaggio verso la Siria.

Arriva a Istanbul e inizia una nuova vita con una nuova identità facendosi chiamare “Abu Abduyllah Britani”. Sul suo ruolo da un paio di anni indagano i servizi di sicurezza inglesi ma una nota arriva pochi giorni fa, negli uffici della Procura di Termini Imerese: “l’uomo è ricercato in tutto il mondo”.

Nei siti islamici Tomaselli si fa fotografare con una tuta mimetica mentre imbraccia un mitra. Però ha un suo profilo Facebook con un’immagine del Chelsea con scritto Pride of London.

Ieri mattina  (18 settembre) alle 9:20 lo abbiamo contattato tramite messanger mandando un messaggio e la richiesta di amicizia. Gianluca Tomaselli ha letto il nostro messaggio: “vorremmo intervistarla per scrivere la verità sul suo conto… attendiamo una sua risposta”.

Poi però dal profilo dove abbiamo mandato la richiesta ed il messaggio Gianluca ci ha bloccati. È certo che lo abbia letto ma dopo averlo fatto ha fatto in modo che non potessimo più vedere i post del suo profilo.
Gianluca non sarebbe solo ma si sarebbe convertito all’Islam assieme alle due sorelle unendosi al gruppo Rayat al-Tawheed, formato da combattenti britannici legati ad Isis.

Adesso, Termini Imerese (luogo di nascita del terrorista) è nel panico. Spunta fuori che nel 2012 scrive un post su Facebook contro gli organizzatori del carnevale termitano. Ieri in città non si parlava d’altro. Nessuno però lo ricorda o lo riconosce tramite foto anche perché lui non ha mai vissuto a Termini. I primi sette anni li ha trascorsi a Montemaggiore Belsito. Anche li la gente non lo ricorda.
Non sa associare la sua famiglia di origine con qualche membro della comunità. Vivevano nell’ombra.

«È la conferma che nessuno è invulnerabile, nessuno è più al sicuro – dice il sindaco di Termini Imerese Francesco Giunta – e anche i piccoli e medi centri di provincia possono essere interessati da questo triste fenomeno. Per questo motivo è necessario tenere alta la guardia. Dagli accertamenti compiuti – continua il primo cittadino – è emerso che questo ragazzo non è mai stato residente a Termini Imerese, è nato qui ma non ha frequentato le nostre scuole né mai ha vissuto in città. Di lui qui non c’è traccia».

«È una notizia che inevitabilmente ci preoccupa perché siamo abituati a pensare che i piccoli comuni siano estranei al fenomeno del terrorismo. Spesso siamo portati a considerare un’esagerazione l’innalzamento delle misure di sicurezza previste dalla circolare Gabrielli, invece queste notizie ci confermano che l’allerta deve essere massima ovunque. Sono fiducioso al buon lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine. Rassicuro però i miei concittadini – conclude Giunta – dicendo che dobbiamo continuare a vivere in serenità e pensare al futuro perché Termini Imerese è una città tranquilla e la sicurezza è in mano alle forze dell’ordine che fanno bene il loro lavoro».