Sono passati solo 100 giorni dall’inaugurazione ed il museo Guttuso è già inagibile. Dopo aver ospitato 6 mila visitatori il giorno dell’apertura sarà nuovamente chiuso  per altri 30 giorni. «Mentre ancora ricordiamo i fuochi d’artificio copiosamente e pomposamente sparati la sera dell’inaugurazione, ci chiediamo – dice  il presidente del circolo di Legambiente Bagheria e dintorni, Luigi Tanghetti – come sia stato possibile realizzare l’evento d’apertura e perfino un concerto, se già da quel momento non erano rispettate e soddisfatte le minime norme di sicurezza come certificato oggi, ma, soprattutto, come sia concepibile che dopo aver “investito” 4,1 milioni di fondi Europei per la ristrutturazione e l’allestimento dell’edificio, questi non siano bastati per la messa in sicurezza dello stabile. Un contesto di precarietà deprecabile e colpevole che ha persino spinto l’erede  e curatore dell’opera del Maestro, Fabio Carapezza Guttuso, ad affermare pubblicamente di voler prendere le distanze “da questa gestione opaca del Museo”».

«Fa male dover constatare – conclude il presidente del circolo bagherese – che ancora una volta, e soprattutto non dai soliti noti, un serbatoio d’arte e cultura debba sottostare ad esigenze che con l’arte e la cultura condividono più interessi (attendiamo smentita)  che l’interesse  per la sua bellezza intrinseca, e tanto più ci duole che questa incresciosa vicenda avvenga in concomitanza con il rilancio della nostra campagna “Salvalarte”, che mira alla  tutela e valorizzazione del nostro patrimonio, un’immensa ricchezza di cui l’Italia dispone più d’ogni altro Paese al mondo».