Polemica chiusa tra i sindaci di Isnello e Castelbuono. L’asino mostrerà il suo valore il 16, 17 e 18 novembre in una Castelbuono che “aprirà le porte” per l’occasione e presso il Comune di Isnello, come da programma, si svolgerà la sagra dei Sapori d’autunno nei giorni di sabato 10 e domenica 11 novembre.
Il “caro Mario…” del Sindaco di Isnello, Marcello Catanzaro, ha riprogrammato la data della sua manifestazione e non avremo l’imbarazzo della scelta: un week end andremo ad Isnello ed uno a Castelbuono.

Cicero avrebbe dimostrato la “seria volontà di fare sistema tra le varie realtà del territorio madonita”, così come gli ha ricordato il primo cittadino dalla “casa comunale del Comune di Isnello”.

Ma Clemente I, a cavallo del suo ciuco, non ha perso occasione per combinarne un’altra delle sue. Anziché rispondere alla lettera del suo collega, stemperando il clima, come un pontefice scrive direttamente alla “chiesa” isnellese.

“Cittadini di Isnello”, verga, “conoscete benissimo l’apprezzamento ed il legame affettivo, umano e politico, che nutro nei confronti della vostra comunità”.

Cicero invoca le comuni peculiarità dei due comuni nel settore culturale, sociale ed economico. Non risparmia una lectio magistralis al suo neofita collega Catanzaro, reo di avere creato una “polemica che sarebbe potuta sfociare in una rottura dei rapporti, anche umani, tra i cittadini delle due comunità”.
“Chi ha il compito di governare qualsiasi processo di vita sociale, – afferma il mansueto Cicero – di qualsivoglia identità, a maggior ragione, nel caso in cui si amministra un paese, dovrebbe soppesare le azioni che si mettono in atto, valutandone le ricadute nei rapporti politici e sociali”.

Al termine della lezione di vita a Catanzaro il “papa” ha inteso soffermarsi sul “fare sistema”, invocato nella missiva di Catanzaro.

Povero Catanzaro, non l’avesse mai fatto. Mettere in dubbio la capacità di Cicero di “fare sistema” con il sistema Madonie. Lui che ha sempre condiviso tutti i “processi con le forze sociali e della politica (soprattutto, ndr)”.

E giù a rinfacciare alla comunità isnellese che hanno una “piscina coperta” grazie ad un “protocollo d’intesa firmato dal Comune di Castelbuono e nell’aver sollecitato l’intervento del Presidente Francesco Musotto”; che il Comune di Castelbuono “è uno dei pochi soci della Fondazione Gal Hassin, che gestisce il Parco Astronomico”.

Per tutto il bene che ha compiuto come minimo Cicero meriterebbe la cittadinanza onoraria di Isnello ed una via intestata.
Nel lungo monologo non poteva mancare l’esaltazione del ruolo di Castelbuono, quindi di Cicero, nel coinvolgimento dei comuni del paesaggio madonita nella manifestazione “Palermo, Capitale della Cultura 2018”.

L’umiliazione (almeno il tentativo nel rinfacciare il ruolo) continua nel fare ricordare alla comunità isnellese che il Comune sarebbe stato coinvolto “sul piano giornalistico e per delle riprese televisive” finalizzate al coinvolgimento di Hassin e non solo, Isnello, grazie all’azione di Cicero, sarebbe stata inserita anche nel “circuito di Club Med”.

“Potrei continuare con l’elenco”, chiosa Cicero, piuttosto preferisce portare la “chiesa” di Isnello a riflettere “su quale futuro possiamo dare alle nostre comunità” e su quali percorsi dobbiamo condividere insieme, per dare una speranza alle stesse”.

Cicero, dopo anni di amministratore a vario titolo della comunità castelbuonese e degli Enti partecipati, in capo ai comuni del paesaggio madonita, sente ancora la necessità di discutere con la comunità guidata da Marcello Catanzaro (non con lui nei numerosi incontri di programmazione e ripartizione delle “poltrone”) del “ruolo del Parco delle Madonie, del Consorzio Turistico” e del “Gal Isc Madonie”, ma non tanto del fatto che il Consorzio Produttori Madonita, da lui rappresentato, ha un debito nei confronti del Gal, quindi all’intera comunità madonita (isnellese compresa!) di oltre 165 mila euro (al netto degli interessi di mora).

Cicero tira (a modo suo) le orecchie al suo collega reo, tra l’altro, di non avere valutato (insieme a lui, s’intende) “quali azioni si debbano intraprendere per valorizzare Piano Battaglia e Piano Zucchi per risollevarli dallo stato di abbandono in cui versano”.

“Bisogna comprendere il rapporto da intraprendere con gli imprenditori che insistono ed operano in quei luoghi, – conclude Cicero, “per non tediarvi” (scrive lui) – bisogna ripensare come far rivivere i nostri centri urbani”.

Il sindaco di Castelbuono, come Papa Clemente I, dopo avere denunciato i “vizi (torti)” del suo collega e scritto una “lode delle virtù della sua chiesa (comunità politica castelbuonese)”, rassicura tutti.
Si sarebbe fatto promotore di posticipare di una settimana la data del suo evento, concertando la decisione con Comitato di Sant’Anna e la Pro loco castelbuonese, al fine di “mantenere, anzi accrescere, i rapporti di collaborazione” con la comunità di Isnello e degli altri comuni delle Madonie”.

Pace fatta? No. Sarebbe di “cattivo gusto”, secondo Catanzaro, il fatto che Cicero si sia rivolto direttamente “ai cittadini di Isnello e non al loro sindaco”. Intanto il sindaco di Isnello, dal suo profilo Facebook, lancia una proposta: “un corso di deontologia politica per gli amministratori”.
Chissà a chi vorrà affidare la direzione della faculty.

Chapeau, al valore dell’asino.

 

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Isnello, Sapori d’autunno

Castelbuono, “Il Valore dell’asino-Castelbuono porte aperte”