Il comitato popolare per la salvaguardia del territorio Madonita“, coordinato da Vincenzo Allegra, ha reso nota la bozza delle proposte che invierà al  Governo Regionale ed alle Commissioni Ambiente ed Attività Produttive dell’Assemblea Regionale Siciliana.
L’obiettivo del Comitato è quello di proporre una modifica alla Legge quadro sulla caccia di recente approvazione che, secondo i membri del Comitato, andrebbe rivisitata in quanto le modalità che si stanno attuando per l’abbattimento dei suidi risulterebbero fallimentari.

mariella-maggioGli aderenti al comitato e tutti i portatori d’interesse avranno la possibilità di proporre osservazioni tecniche e di avanzare proposte che dovranno essere inoltrate entro il 21 gennaio all’indirizzo mail: allegra_vincenzo@libero.it

«Raccolte le osservazioni e le proposte li integreremo a quelle redatte dal comitato e li presenteremo in un’assemblea pubblica, – afferma Allegra – la nostra vuole essere una proposta migliorativa della Legge e siamo fiduciosi che le Istituzioni regionali non mancheranno di ascoltare la voce che viene dal basso».

Per la presidente della Commissione Territorio e Ambiente, Mariella Maggio, le proposte «sono sensate e tese a non limitare l’attività venatoria salvaguardando l’incolumità degli abitanti e le altre attività produttive, seguirò il percorso nella competente commissione Attività Produttive»

Ecco le proposte di modifica:

  1. Le battute  ed i  prelievi dei suidi, devono essere fatte da cacciatori autorizzati  ed essere monitorate e seguite da personale autorizzato come previsto dalla legge regionale sulla caccia n.33 del 1997.
  2. Attuare corsi di formazione per selecontrollori rivolti ai cacciatori locali dei singoli Comuni del Parco, organizzati da  Enti ed Associazioni venatorie autorizzate.
  3. Ampliare le zone di prelievo venatorio per gli ungulati nelle zone B e D, dove vi è la presenza di aziende, allevamenti ed insediamenti produttivi (in quanto in queste zone la presenza dei capi è massiva).
  4. I metodi di prelievo: i selecontrollori possono effettuare prelievi sia in modo vagante che in squadra, con un minimo di due e un massimo di sei unità. Le zone dove c’è presenza di suidi (anche sospetta) verranno monitorate dagli stessi e sarà data comunicazione agli organi competenti per il successivo prelievo.
  5. I capi abbattuti, come da regolamento di ispezione veterinaria, saranno trasferiti presso i macelli autorizzati. Le mezzene potranno essere commercializzate ad aziende preposte alla trasformazione delle carni ed a Enti di beneficienza. Eventuali entrate finanziarie, da commercializzazione della carne, saranno regolarmente reinvestite sul territorio per il controllo, il censimento ed eventuali ripopolamenti faunistici e per l’acquisto di recinti e chiusini  di cattura.
  6. I selecontrollori saranno coadiuvati da Enti gestori, quali Ente Parco, ripartizione faunistico venatoria, Enti ed Associazioni Venatorie Comunali ricadenti nel Parco delle Madonie.
  7. I cacciatori possono usare diverse  armi consentite,  con canna rigata o ad anima liscia con  sole munizioni a palla, di calibro non inferiore a 5,6 mm con bossolo a vuoto inferiore a 40 mm.
  8. Reinserire i cinghiali puri di sesso maschile, per modificare geneticamente gli ibridi presenti, in modo che in pochi anni la popolazione possa essere ridimensionata, in quanto diventeranno meno produttivi.
  9. Includere all’interno del comitato ATC un membro del comitato locale che rappresenti il ” Comitato popolare per la salvaguardia del territorio Madonita”.
  10. Il prelievo degli ungulati, nonchè dei suidi e non altre specie, deve essere effettuato nel periodo di silenzio venatorio, affinché si possano controllare  le eventuali squadre di bracconieri.
  11. Si consiglia la riperimetrazione del Parco nelle zone D, poiché zone antropizzate ed a vocazione agricola, affinché si possa esercitare l’attività venatoria rispettando i limiti di sicurezza.