La Polizia di Stato ha tratto in arresto, in esecuzione ad ordinanza di misura cautelare in carcere emesse dal Gip presso il Tribunale di Termini Imerese, un 38enne cefaludese, Antonino Fertitta, responsabile del reato di incendio doloso, continuato e aggravato, sui boschi e sulla macchia mediterranea, con pericolo agli edifici e danni sull’area protetta del “Parco delle Madonie”.
Nei giorni 3 e 4 agosto scorsi, il territorio cefaludese e in particolare la contrada denominata “Ferla”, un territorio assai vasto che si sviluppa dietro la cittadina normanna sul versante messinese con insediamenti abitativi di carattere stagionale, veniva interessato da una decina di focolai che, alimentati da temperature torride, vento e vegetazione incolta, si propagavano per alcuni ettari di macchia mediterranea e area boschiva, minacciando alcune abitazioni della zona.

Arrestato dalla Polizia di statoTutta l’area interessata dai fuochi veniva, come da consolidati protocolli operativi, presidiata dai mezzi di soccorso e dagli agenti del Commissariato di P.S. di “Cefalù” che si attivavano nell’immediatezza alla ricerca dei responsabili di un incendio che appariva da subito per le modalità in cui era divampato e le caratteristiche del territorio coinvolto, di matrice dolosa.

Preziose in questa fase risultavano le testimonianze di alcuni proprietari degli immobili che, alla stregua di vere e proprie “sentinelle”, ed esasperati dai continui incendi che oramai periodicamente mettevano in serio pericolo la loro incolumità e quella delle loro famiglie, fornivano agli investigatori del Commissariato di Cefalù informazioni utili per il prosieguo delle indagini.

Successive perquisizioni e complesse attività investigative svolte dai poliziotti, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Termini Imerese, hanno consentito di acquisire ulteriori elementi che, da ultimo, hanno condotto all’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere del Antonio Fertitta (nella foto).

«La notizia dell’arresto di un cefaludese con l’accusa di essere un piromane suscita in me una forte emozione,  poiché il mio pensiero non può non andare ai drammatici eventi incendiari del 16 giugno 2016 che hanno pesantemente ferito gran parte del territorio comunale e a seguito dei quali, ancora oggi, sei nuclei familiari sono ospitati in abitazioni prese in affitto dal comune in quanto le loro sono andate distrutte dai roghi. ». È la reazione del sindaco di Cefalù , Rosario Lapunzina , alla notizia dell’arresto.

Volante Cefalù«Proprio nei giorni della Festa del Ss. Salvatore ripetuti incendi, di evidente natura dolosa, sono stati appiccati in contrada Ferla, destando la preoccupazione e l’indignazione dei cittadini,costringendoci a mettere in atto un allerta continuo.  – continua Lapunzina – Io stesso, più volte, ho diramato degli inviti alla popolazione per segnalare alle forze dell’ordine l’avvistamento di piromani».

«Pur con la presunzione d’innocenza che spetta a qualunque cittadino fino a condanna definitiva, – afferma il sindaco – confidiamo nel lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine e chiediamo che nei confronti di chi si rende responsabile del gravissimo reato di incendio doloso , qualora accertata la propria responsabilità, sia esercitata la massima severità prevista dalla legge, poiché responsabile di un crimine che oltre a distruggere un territorio bellissimo e mettere a repentaglio persone e cose offende la sensibilità di ogni cittadino».

«Chi si rende responsabile di questo gravissimo reato non è degno di essere considerato cefaludese», ha concluso il primo cittadino.

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