La Polizia di Stato, in esecuzione di un’Ordinanza di applicazione della Custodia cautelare in carcere emessa dal GIP di Palermo, su richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, ha arrestato El Gana Cherky, pregiudicato marocchino trentaduenne, ritenuto responsabile del reato di estorsione continuata e aggravata dal cosiddetto “metodo mafioso”, lesioni personali aggravate, per avere commesso il fatto in presenza di minori, nonché violenza privata. L’uomo, gravato da numerosi precedenti penali per reati contro il patrimonio, è considerato un individuo dalla particolare caratura criminale: era già stato coinvolto in indagini afferenti la criminalità organizzata ed aveva terminato di scontare la Misura di Prevenzione della Sorveglianza Speciale di P.S. lo scorso mese di ottobre 2016. Nel 2013 era stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, a seguito dell’operazione della Polizia di Stato denominata “Agrion”.

Le articolate indagini condotte dalla Squadra Mobile di Palermo hanno consentito di ricostruire l’esatta dinamica della condotta estorsiva per la quale si è proceduto all’arresto di Cherky. I fatti hanno avuto inizio negli ultimi mesi dello scorso anno, allorquando il marocchino si era rivolto a un parente, venditore ambulante di tappeti, imponendogli il pagamento di una somma di denaro pari a 3.500,00 euro, necessaria per installare il proprio stand all’interno di un mercato rionale nel territorio di influenza del mandamento mafioso “Noce”.

El Gana si era presentato come emissario di presunti “amici”, facendo intendere che si trattasse di esponenti della criminalità organizzata, motivo per il quale la vittima, temendo per la propria incolumità, ha anticipato la somma di 500,00 euro, chiedendo una rateizzazione per il saldo.

A fronte dell’iniziale disponibilità mostrata, El Gana, dopo pochi mesi, ha intimato al parente di saldare quanto dovuto. La vittima, intimorita dalle minacce, al ritorno dal proprio paese natale, ha subito una serie ripetuta di condotte vessatorie da parte del ricattatore. Nell’arco di poco più di due mesi, l’ambulante è stato reiteratamente minacciato, subendo anche un’aggressione fisica che gli ha riportato la frattura del setto nasale. Inoltre, sotto la propria abitazione ha subito il danneggiamento della propria autovettura da parte di El Gana e di un altro soggetto.

Nello stesso periodo, lo zio della vittima, a conoscenza delle vicissitudini del nipote e presente in occasione dell’aggressione, è stato minacciato telefonicamente affinché non fornisse la propria testimonianza alle Forze di Polizia per quanto occorso al nipote.

In ragione di quanto accaduto e, considerata l’attualità dei fatti verificatisi, l’ultimo dei quali risalente al 27 giugno, il GIP ha ritenuto necessaria l’applicazione nei confronti dello straniero della misura cautelare della custodia in carcere.