Un’ala spezzata e tanto sangue perso ma ce la farà e potrà riprendere a volare. Se le cure daranno esiti ottimali,  e noi lo speriamo vivamente, un esemplare maschio di aquila di circa un anno dovrà la propria salvezza alle premure di un pastore che, in un pomeriggio di fine estate, mentre svolgeva le abituali attività di pascolo, si è imbattuto nel cucciolo e lo ha portato con sé, intuendo che da solo non avrebbe avuto scampo.
È accaduto mercoledì pomeriggio intorno alle 16:00 a circa un chilometro da Alimena, in contrada Manco: Liborio Zangara transitava nell’area, un bosco di conifere, con le sue pecore quando, insieme al cognato Leonardo Gulino, ha scorto in lontananza il volatile, probabilmente proveniente dalla covata di una delle coppie di aquile reali che vivono nel Parco delle Madonie.

«Mio padre – racconta Alessandra Zangara, figlia del pastore – ha portato a casa l’aquilotto: era spaventato e abbiamo subito cercato di rifocillarlo, prestandogli le prime cure».

Attenzioni che di certo si sono rivelate utilissime («gli abbiamo anche offerto una fettina di carne», spiega Alessandra) ma che, da sole, non potevano certo bastare: ecco perché il cucciolo è stato trasferito presso il Centro di Recupero della Fauna Selvatica Bosco di Ficuzza, nel corleonese.

acquila reale alimena (9)«In realtà – chiarisce Alessandra – prima essere portato presso il centro del quale è responsabile Giovanni Giardina, abbiamo consegnato il rapace ad una pattuglia del distaccamento forestale di Petralia Sottana».

Da qui, il trasferimento presso il Centro gestito dalla Lipu, sotto la guida di Antonio Spinnato, zoologo che collabora con il Parco e che ha prontamente individuato sesso ed età dell’animale.

«Mio padre – chiarisce ancora Alessandra – è originario di Geraci e, pur avendo grande esperienza con la montagna e la natura selvatica, di certo non è un esperto».

I veterinari del Centro hanno successivamente verificato che l’aquilotto non è stato colpito da armi da fuoco e che le ferite sono molto probabilmente dovute alla collisione con qualche albero.

Una piccola storia di solidarietà nella quale è giusto menzionare anche altre due persone di buona volontà: il forestale in pensione Ernesto Ippolito – che Francesca, la sorella di Alessandra, ha suggerito di contattare –  e il collega in servizio Giacomo Balascia, prodighi di consigli su come trattare l’aquila alla luce dell’esperienza acquisita sul campo; al signor Ernesto, infatti, si è rivolta la famiglia Zangara per individuare la soluzione migliore affinché il piccolo fuggiasco potesse essere salvato.

Si attendono ora gli aggiornamenti dei veterinari che hanno preso in carico l’esemplare.
È sempre opportuno ricordare che nessuna cura, seppure ad opera di persone di buona volontà come il signor Liborio, può, da sola, sostituirsi all’azione dei veterinari: a tal proposito, ricordiamo che, in presenza di situazioni simili, è possibile contattare il Centro di Recupero al numero 091.8460107.

E, naturalmente, contattare il 1515, numero di emergenza ambientale attivo in tutta Italia  24 ore su 24 al quale è possibile segnalare tutte le situazioni di pericolo per la natura e gli animali, gestito sul territorio isolano dal Corpo forestale della Regione Siciliana.