Venerdì 31 marzo  si è tenuto a Trabia il primo memoriale in occasione del 25° anniversario della scomparsa di Mariano Farina e Salvatore Colletta, organizzato dall’associazione “Fare per Migliorare” di Francesco Mancuso.
La mattina del 31 marzo 1992, a Casteldaccia, Salvatore Colletta e Mariano Farina decisero di marinare la scuola, organizzando un pic-nic al mare, si fecero accompagnare da un loro amico in motorino sino alla spiaggia a 2 chilometri dal paese, davanti alle ville che fuori stagione sono chiuse.

All’ora di pranzo tornarono a casa tranquillamente, per poi uscire nel pomeriggio per la classica partita al pallone tra amici. Da quel momento i ragazzi non dettero più loro notizie. Le ricerche cominciarono la sera stessa da parte dei familiari Farina e Colletta, ma non da parte degli inquirenti e dei Carabinieri, perché al tempo c’erano le elezioni politiche e le forze dell’ordine  erano impegnate, oltre alla legge (sbagliata) che si devono aspettare 24 ore prima di iniziare qualsiasi ricerca.

Sono passati esattamente 25 anni da quel giorno e in tutti questi anni si sono susseguite false testimonianze e false segnalazioni, molti gli avvistamenti con i nomadi mai confermati, molte le piste seguite dagli inquirenti, anche quella mafiosa, tant’è che durante il corso degli anni sono state controllate più volte alcune villette vicino la spiaggia del Gelso, a Casteldaccia, che un tempo appartenevano a delle “famiglie”, da qui la pista che i due ragazzi avrebbero potuto vedere qualcosa che non dovevano.
Va ricordato, inoltre che uno degli zii di Mariano trovò il suo orologio, proprio davanti ad una delle villette prese in considerazione dagli inquirenti.

Il memoriale è stato suddiviso in tre momenti significativi, è iniziato con le squadre in campo sulle note dell’inno di Mameli e dell’inno di “Fare per Migliorare” cantato dalla socia Maria Concetta Moreci, successivamente il sindaco di Trabia, Leonardo Ortolano, con accanto i genitori di Salvatore Colletta e parte della famiglia Farina in campo e sugli spalti ha dato il calcio d’inizio della partita, che ha visto in campo i soci di “Fare per Migliorare”, con la collaborazione della cooperativa sociale Geriatrica di Palermo e con l’aggiunta di un cugino di Mariano Farina, Salvatore Farina e il consigliere comunale di Trabia, Vincenzo Polizzi, contro l’associazione Motors Passion, con la collaborazione dell’arbitro Mimmo Teresi.

Subito dopo la partita si è svolto uno dei momenti più importanti ed emozionanti del memoriale, nel quale entrambe le famiglie e i presenti si sono riuniti per fare ancora una volta, dei nuovi appelli per provare a scoprire, finalmente la verità che le due famiglie aspettano di conoscere da ormai 25 anni.

Salvatore Colletta e Mariano Farina

Salvatore Colletta e Mariano Farina

«Più passano gli anni e meno fiducia ho nelle istituzioni, nello stato e nella giustizia. Sono sempre meno fiduciosa, perché da quel maledetto 31 marzo chi doveva cominciare ad indagare non l’ha fatto bene, ma in modo superficiale e scorretto». Le parole della madre di Salvatore Colletta esprimono rabbia e dolore verso chi, secondo lei, avrebbe potuto e dovuto far di più, ma non l’avrebbe fatto.

«Troppi gli avvistamenti con i nomadi non verificati, presi sotto gamba, – chiosa la manna di Colletta – troppi gli indizi e le piste lasciate al caso, troppo il tempo passato per interrogare tutti i ragazzi che quel giorno hanno visto per ultimi mio figlio e che oggi preferiscono il loro silenzio e la loro omertà al mio dolore e a quello di tutta la famiglia. […] Ma se fosse stato vostro figlio? […] Cosa avreste fatto?»

La sue domande piena di rabbia esprimono tutto il dolore di questi anni e un punto interrogativo che non la lascerà fin quando non si scoprirà la verità.

«Ogni giorno mi affaccio al balcone e spero che mio figlio suoni al campanello di casa – continua la signora – com’era solito fare e mi faccia finalmente vivere senza questo dolore, questa angoscia, questo cruccio che io non riesco più a sopportare! La notte molto spesso sogno che mi dice: Mamma sto bene. Sono tornato, sono di nuovo a casa, ma poi mi sveglio e mi rendo conto che non era la realtà»

«Vorrei che chi indaga capisca il dolore, la rabbia e la delusione che provo nei confronti di una giustizia che non funziona. – continua – Rivolgo il mio appello anche ai ragazzi che per ultimi hanno visto mio figlio, oggi sicuramente avete dei figli a cui insegnare dei valori, insegnate loro che l’omertà, il silenzio e l’esser complici della sofferenza di un intera famiglia non sono dei valori, insegnate ai vostri figli cosa vuol dire essere uomini, parlate e dite tutto ciò che sapete! Perché anche un piccolo indizio può portare alla verità».

«La verità a cui ho diritto, – l’appello straziante della mamma di Colletta – una mamma ha diritto di sapere cosa sia successo in tutto questo tempo al proprio figlio, sia bella che brutta. Se bella riuscirò a vivere quanto mi resta accanto a mio figlio, […] se brutta potrò andare a piangere sulla sua tomba con il cuore a pezzi, ma con la consapevolezza che non dovrò più lottare per ritrovarlo. Per favore, mi rivolgo a chi sa, non fatemi più soffrire, fatemi sapere ciò che ho diritto di sapere, aprite i vostri cuori e pulite la vostra coscienza di fronte ad un cuore di una mamma che ha bisogno di risposte che solo voi avete!
[…] Salvatore: mamma, papà e i tuoi quattro fratelli e due sorelle ti aspettano! Vita mia, sappi che ovunque tu sia che ti voglio bene e non smetterò mai di lottare finché non saprò la verità!».

Il commovente appello della mamma di Salvatore Colletta è stato seguito da quello di Mariano Farina, cugino omonimo di Mariano Farina, in rappresentanza di tutta la famiglia Farina e dei genitori e fratelli di Mariano che da 19 anni si sono trasferiti in America per provare a dare un futuro migliore ai figli più piccoli dopo la scomparsa del fratello e da lì hanno sempre continuato a lottare per avere notizie del figlio scomparso.

«Esattamente venticinque anni fa sono scomparsi Mariano Farina e Salvatore Colletta, due bambini innocenti e ingenui dei quali non abbiamo più notizie dal 31 Marzo 1992. Quest’oggi siamo qui a commemorare questi lunghissimi anni di grandissimo dolore che accomuna entrambe le famiglie, che hanno scelto di chiudersi nella propria sofferenza in modo completamente diverso», afferma Farina.

«Non ho conosciuto mio cugino, ma dentro di me sento un legame che non è solo legato allo stesso nome, – continua il cugino del ragazzo scomparso – ma perché abbiamo lo stesso sangue! In questo momento mi ritrovo qui come rappresentate della mia famiglia e anche in rappresentanza dei miei zii per voler fare un ennesimo appello a tutte quelle persone che vivono nell’omertà e che fino ad oggi si sono tenute dentro questo grande segreto, e spero che prima o poi paghino, perché un segreto così grande e immenso non si può tenere nascosto e far soffrire due famiglie»

Omertà è la parola che lega maggiormente i due appelli, oltre alla sofferenza per la scomparsa di un familiare. Omertà è una parola molto comune, ma al tempo stesso celata da un velo di silenzio nella nostra regione, perché i familiari sono convinti, così come tutti, che qualcuno che sappia anche solo una pezzettino di verità ci sia, ma che si spaventi, forse a parlare.

«Alle autorità chiedo di andare avanti e di lottare insieme a noi, – afferma Farina – affinché potranno trovare questi due bambini, ormai adulti».
Ricordiamo che all’epoca della scomparsa i due ragazzi avevano rispettivamente 12a nni, Mariano Farina e 15 anni Salvatore Colletta ed oggi sarebbero due uomini di 37 e 40 anni.

«Per ritrovare quest’ultimi abbiamo bisogno di tutti voi e di chiunque sappia qualcosa, – conclude – perché chi vi parla è un ragazzo che giorno dopo giorno vede la sofferenza che scalfisce i volti delle persone che ama. Durante questi anni abbiamo chiesto verità e questo è un ulteriore modo per chiedere sia alle istituzioni che alle autorità per dare un senso di pace a queste due famiglie e per mettere fine a questo lunghissimo e angosciante dolore».

Oltre all’appello di Mariano, si è aggiunto, in video chiamata dall’America Salvatore Farina, padre di Mariano Farina, per ringraziare l’associazione Fare per Migliorare per l’organizzazione del memoriale, ma soprattutto per lanciare anche lui un appello per chiedere che la verità venga a galla.

Visibilmente commosso ed emozionato, si è scusato di non poter essere presente per motivi di salute ed ha mandato un abbraccio alla famiglia Colletta.

Dopo la video chiamata con il padre di mariano farina, Francesco Mancuso, presidente dell’associazione Fare Per Migliorare, ha fatto un suo personale appello contro l’omertà, chiedendo collaborazione tra i cittadini e le istituzioni e collaborazione e sinergia tra le due famiglie, per lottare tutti insieme e trovare, finalmente quella verità tanto attesa.

Successivamente anche il sindaco di Trabia, Leonardo Ortolano, ha lanciato appello ed ha promesso di lottare anche lui, accanto ad entrambe le famiglie perché non si può continuare a vivere in questo stato di incertezza, con due famiglie che giorno dopo giorno sono sempre più portate ad uno stato di rassegnazione, ma che continuano a lottare per avere la verità sui propri figli.

Inoltre, il sindaco di Trabia ha fatto un appello chiedendo unione a tutte e tre le comunità di Trabia, Termini Imerese e Casteldaccia, per continuare a lottare tutti insieme e possibilmente di coinvolgere anche tutte le istituzioni regionali.

Dopo l’intervento del sindaco c’è stato un momento di premiazione simbolica organizzata dall’associazione organizzatrice dell’evento, con la consegna di una medaglia a ciascuna famiglia con l’auspicio che sia un portafortuna, è stata consegnata una medaglia e una targa all’associazione Trabia Motor Passion, vincitrice della partita simbolica, una  è stata consegnata ad un componente dell’unione sportiva Trabia, che ha collaborato per organizzare la manifestazione, una medaglia è stata consegnata alla Cooperativa sociale Geriatrica di Palermo per la collaborazione con l’associazione Fare per Migliorare, una è stata data anche all’arbitro Mimmo Teresi per la sua disponibilità, l’ultima medaglia è stata consegnata a Francesco Mancuso, presidente dell’Associazione Fare per Migliorare, per il suo impegno.

Subito dopo il momento della premiazione, il memoriale si è concluso con la proiezione di due video creati uno dalla sorella di Salvatore Colletta, Mariagrazia Colletta e l’altro dal cugino omonimo di Mariano Farina.

Un momento davvero toccante, nel quale è stato impossibile per entrambe le famiglie e per i presenti trattenere la commozione.