Promuovere Caltavuturo e far conoscere alle nuove generazioni come si viveva fino agli ultimi decenni del ventesimo secolo. E’ l’idea di Salvatore Sciortino, autore del primo libro fotografico sul piccolo centro madonita “Cca sutta un ci chiovi – Come Eravamo”, che sarà presentato venerdì 13 alle 17 nella biblioteca di Palazzo Bonomo. Il libro è patrocinato dal Sindacato Cristiano lavoratori e dal comune di Caltavuturo. Interverranno durante l’incontro il Sindaco di Caltavuturo, Domenico Giannopolo, l’assessore ai beni Culturali, Nieta Gennuso, Giuseppe Gennuso Mel Palermo e Alessandra Gennuso Dirigente nazionale Giovani Mel Palermo.

Meticolosa la raccolta delle foto e preziosa la collaborazione dei cittadini che hanno messo a disposizione i loro archivi fotografici e quella di Letizia Ricotta che ha curato i testi, per la creazione di un lavoro esce fuori dai rigidi schemi tradizionali. Un libro che intende valorizzare i luoghi e i costumi, ma soprattutto per promuovere le bellezze del paese di Caltavuturo lasciando libera interpretazione sia a chi ha vissuto l’epoca e già conosce luoghi e fatti e sia ai giovani per far vedere luoghi , tradizioni e costumi paesani con la libertà della propria immaginazione.

 

“Cca sutta ‘un ci chiovi” ( qui sotto non ci piove) è una frase cui si accompagna il gesto dell’indice della mano destra dritto sotto il palmo della mano sinistra a figurare un uomo fisicamente sotto una tettoia o sotto un ombrello (nel nostro caso sotto la Rocca di Sciara) cioè sé stessi al riparo da ogni detrazione e maldicenza e moralmente espressione verbale e mimica, insomma, che vuol dire di una vita intemerata, incorrotta e incorruttibile anche nello sfiorare o nello star dentro a fenomeni di corruzione. Equivale all’ “Omnia munda mundis” di San Paolo.