L’associazione il Caleidoscopio, editrice del quotidiano on line MadonieNotizie.it e la  testata giornalistica on line BlogSicilia.it, sono media partner del progetto “Zone Blu in Sicilia”, che il Dipartimento di Biopatologia e Bioteconologie Mediche (Dibimed) dell’UNIPA sta promuovendo.
Scopo della ricerca, di cui il professore Calogero Caruso è il coordinatore nazionale, è quello di studiare i caratteri peculiari dei longevi: genetica, alimentazione, abitudini di vita, condizioni generali di salute.

Recentemente, il demografo Michel Poulain (il primo ad aver introdotto il concetto di Zone Blu) ha visitato, con i ricercatori del DIBIMED e con altri studiosi, gli uffici anagrafe di 3 Comuni delle Madonie (Petralia Soprana, Geraci Siculo e Isnello).
Lo studio dei registri di nascita e di morte ha confermato l’esistenza di un numero, sia passato che odierno (dal 1886 ad oggi) di longevi superiore rispetto alla media nazionale.

Per tale motivo, il DIBIMED ha deciso di prendere come modello i Comuni delle alte e basse Madonie e della Valle dell’Himera (contigui al paesaggio madonita), con l’obiettivo di identificare, se possibile,  la sesta Zona Blu del pianeta (zona con numero di centenari e novantenni superiore rispetto alla media nazionale).

Ciò fornirebbe una grande opportunità per la nostra isola e per il paesaggio madonita,  sia dal punto scientifico sia da quello economico, in quanto le Zone Blu (al momento cinque nel mondo), sponsorizzate dalla rivista National Geographic (www.bluezones.com), attirano turisti e ricercatori a livello internazionale.

 A tal proposito, lunedì 20 novembre alle ore 10:30 presso la chiesa della Misericordia di Petralia Sottana, in corso Paolo Agliata, si terrà un incontro operativo con gli amministratori comunali del paesaggio, i partner istituzionali coinvolti, il professore Caruso e i ricercatori del DIBIMED  al fine di definire i dettagli ed i tempi operativi dello screening che – oltre all’analisi della composizione corporea (bioimpedenziometria) ed alla somministrazione di un questionario anamnestico (agli ultranovantenni che si presteranno), da parte dei ricercatori – comporterà anche il prelievo ematico e la raccolta delle urine in circa 640 ultra novantenni che risiedono nei Comuni in cui la ricerca è circoscritta.

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al 1 gennaio 2017